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Triplicano gli autovelox sull’autostrada del mare 

Autovie aumenterà a 15 i rilevatori di velocità lungo i cantieri della terza corsia. Polstrada: troppe infrazioni nonostante le multe. E Cav offre un caffé notturno

VENEZIA. Cantieri, code, incidenti, multe: le spiagge venete e friulane come la terra promessa di Mosé, un traguardo sospirato preceduto però da ostacoli e trappole.

La più implacabile si chiama autovelox: nel tratto più critico della Terza corsia dell’A4 in costruzione sulla Venezia-Trieste i rilevatori di velocità attivi sono 5 ma Autovie Venete (d’intesa con le forze dell’ordine) ha deliberato di triplicarli in brevissimo tempo, collocandone un’altra decina lungo il segmento tra San Giorgio di Nogaro e Portogruaro, metà in direzione Veneto e altrettanti verso la Venezia Giulia. Un incubo per chi sta al volante - sul web si sprecano le contumelie di multati e appiedati (l’emorragia di punti sulla patente, già) - mentre il comandante della Polstrada friulana, Antonio Di Gregoli, motiva la linea dura con l’esigenza di fronteggiare una situazione ad alto rischio: «Il nostro primo dovere è garantire la sicurezza, da mesi insistiamo sulla necessità di rispettare i limiti previsti secondo la progressione calante di 110, 90 e 80 chilometri in prossimità dei lavori in corso. Le sanzioni sono tante eppure non bastano a dissuadere dalle infrazioni: ci sono automobilisti che continuano a sfrecciare a 150 all’ora in mezzo ai cantieri, altri che ignorano le elementari distanze di sicurezza favorendo tamponamenti e disagi, per non parlare dell’uso irresponsabile del telefono alla guida, prima causa di incidenti. Mentre stiamo producendo il massimo sforzo sul versante della prevenzione e dei controlli h24, non è più possibile tollerare comportamenti scorretti».

Intanto Autovie aggiorna i conti su flussi e cronoprogramma della Terza corsia. Venerdì, in apertura di consiglio d’amministrazione, il presidente Maurizio Castagna ha confermato il costante incremento del traffico: «Siamo tornati al volume precedente la crisi e conseguentemente si è acuita la sofferenza dell’infrastruttura autostradale. Un’emergenza che si era interrotta per qualche anno proprio per il calo dei transiti ma che ora, con la ripresa economica sempre più evidente, si è ripresentata in tutta la sua complessità». Nel dettaglio, si è balzati dai 44,44 milioni di veicoli del 2012 ai 47,03 del 31 dicembre scorso. Trend di crescita, nell’ordine del 5%, anche per i mezzi pesanti, lievitati nel quadriennio da 11,33 a 11,92 milioni con un’ulteriore impennata tra gennaio e maggio 2017. «A fronte di un flusso così intenso», chiosa Castagna «è sufficiente un mezzo in panne per congestionare la circolazione. La risoluzione della coda che si crea, poi, è molto lenta per effetto dell’accumulo dei mezzi in transito». La Venezia-Trieste, nella situazione attuale a due corsie, è in grado di sopportare fino a 2300 veicoli l’ora ma oltre questa soglia - l’esodo estivo promette picchi stimati in 3200/h - rallentamenti, colonne e disagi sono inevitabili. Quando si concluderà la via crucis? «Entro il 2020 sarà completato l’intero tratto Portogruaro-Palmanova, il più tormentato». Dal bastone alla carota, anzi, alla tazzina: stanotte

Cav (l’altra concessionaria della rete nordestina) ha offerto un caffé ai conducenti nelle due stazioni di servizio di Arino e ripeterà il gesto nei week end di luglio agosto. «Speriamo aiuti a prevenire i colpi di sonno», confida la presidente Luisa Serato. Speriamolo.
 

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