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Corse d’auto Gp2: intrigo internazionale da 3 milioni di euro

Giallo sul contratto a un pilota e un bonifico mai arrivato: la Rapax di Padova contro la compagnia petrolifera dell’Angola

PADOVA. Un famoso team automobilistico padovano e una società di management austriaca vittime di un intrigo internazionale da oltre 3 milioni di euro.

Soldi che le due aziende chiedono all’Angola e più precisamente alla Sonangol Ep, compagnia petrolifera del Paese, per onorare un contratto di pilotaggio di Gp2 (la serie cadetta della Formula Uno).

Contratto che però la società africana sostiene di non aver mai sottoscritto. La vicenda, iniziata nel 2012, è ora approdata in tribunale a Padova con un’azione civile e una penale avviate dai padovani e dagli austriaci per l’ipotesi di truffa.

Il caso è all’apparenza semplice: un contenzioso sul contratto di ingaggio di un pilota. In realtà ci sono in gioco rapporti economici e diplomatici rilevanti e la questione è diventata oggetto di un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia.

Da un lato, dunque, ci sono le società che ingaggiano il pilota luso-angolano Ricardo Teixeira, un nome noto nell’ambiente dei motori visto che è stato test driver del team Williams F1 e Catheram F1 (ex team Lotus); si tratta, per l’esattezza, della scuderia Rapax srl di Veggiano che partecipa al campionato Gp2 Series e della Asm Sinergy Gmbh, società austriaca impegnata nella gestione di atleti in ambito motoristico.

Sul fronte contrapposto c’è la Sonangol Ep, la compagnia petrolifera della Repubblica di Angola che ha sponsorizzato fin dagli albori la carriera sportiva di Teixeira.

Nel marzo 2012 viene dunque siglato il contratto tra Asm, Rapax e Teixeira per 3,2 milioni di euro; Sonangol non firma contestualmente. Malgrado la cifra in ballo, le parti non si preoccupano perché - come spiegheranno al giudice - quella è la prassi nel mondo dell’automobilismo, perché è notorio che un pilota non può comprare da solo il costosissimo “sedile” e perché Sonangol è da sempre sponsor di Teixeira. Il fatto è che cominciano a saltare le scadenze dei pagamenti.

Asm e Rapax decidono comunque di far correre il pilota, a seguito - spiegano nelle memorie consegnate ai magistrati - di rassicurazioni da parte del ministero dello Sport angolano e della stessa società petrolifera. Tanto che nell’aprile 2012 delegati della società padovana e di quella austriaca si recano nella capitale, Luanda, su invito del governo, per pianificare la carriera del pilota per gli anni successivi.

E qui, spiegano, vengono rassicurati dal viceministro dello Sport e dai vertici della Sonangol. Inoltre referenti della Sonangol - come tali si presentano a Teixeira - si recano sui campi di gara per controllare l’esposizione del marchio.

Tutto sembra procedere, ma i soldi non arrivano. «I ritardi nei pagamenti vengono spiegati col fatto che ci sono le elezioni politiche in corso, che i vertici della società sono cambiati, che tutto si sistemerà a breve», sottolineano padovani e austriaci.

E infatti, dopo tante rinnovate promesse, alla vigilia del Gp di Singapore, dal Banco Totta Santander di Oporto, arriva la richiesta delle coordinate bancarie per procedere al bonifico di 3,2 milioni di euro. Tutto risolto? Macchè: quel bonifico non arriverà mai.

Dove finiscono i soldi? Qui la situazione si complica ulteriormente. Asm e Rapax coinvolgono l’ambasciata angolana a Roma e quella italiana in Luanda e avviano altresì un’azione di pignoramento nei confronti di Eni Angola spa (pignoramento presso terzi).

Il tribunale di Padova sospende però l’esecuzione perché Sonangol sostiene di non aver mai sottoscritto alcunché e di non sapere neppure di cosa si stia parlando. Intanto una funzionaria della compagnia angolana viene chiamata a testimoniare in tribunale a Padova, su richiesta di Asm.

La donna arriva in Italia, soggiorna al Galilei, ma la mattina dopo riparte senza presentarsi in aula e diventa irreperibile. Alla Guardia di Finanza, che indagherà sul caso, l’interprete Asm racconterà di una telefonata ricevuta dalla funzionaria la sera prima da parte della società angolana, telefonata che l’aveva messa in uno stato di inquietudine.

Nel frattempo, accanto all’azione civile da parte delle società sportive contro Sonangol con l’avvocato Piergiorgio Sovernigo, scatta anche la denuncia penale con l’avvocato Luigi Fadalti, per l’ipotesi di truffa.

La Procura chiede l’archiviazione, ma nell’udienza dello scorso 4 febbraio Rapax a Asm si oppongono alla

chiusura del caso. Caso che è approdato anche in parlamento: il senatore Giacomo Caliendo, ex sotto segretario alla Giustizia, ha presentato infatti un’interrogazione affinché il ministero della Giustizia faccia luce sull’accaduto a tutela della scuderia italiana e della società austriaca.

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