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La verifica fa emergere diverse «criticità»

Finanza alla Canevel, via il manager

Valdobbiadene: il gruppo Masi, nuovo proprietario, cambia manager

VALDOBBIADENE. Un terremoto scuote il mondo del Prosecco Docg: la Guardia di Finanza, nel corso di una lunga attività di indagine iniziata a luglio 2015 alla storica cantina Canevel, ha rilevato alcune violazioni relative agli anni fiscali dal 2010 al 2015. Una sanzione, per quanto modesta nell’importo (circa 2.500 euro) è già stata elevata, ma è concreto il timore di multe ben più salate in arrivo.

La notizia delle violazioni accertate ha messo in allarme la Masi Agricola Spa, la società già produttrice dell’Amarone che nel settembre 2016 ha acquisito il 60% della Canevel. Di fatto, la Masi ha scaricato immediatamente (a suon di comunicato stampa) Carlo Caramel, presidente del Cda e figlio del fondatore della Canevel. Insomma, la società dell’Amarone, che sui vigneti di Valdobbiadene ha investito oltre 7 milioni di euro per acquisire la storica cantina, vara la linea della trasparenza assoluta, comunicando i problemi sorti dopo il controllo delle Fiamme Gialle e costringendo alle dimissioni Caramel (il quale, per inciso, assicura che pagherà tutto senza coinvolgere i nuovi proprietari).

La verifica fiscale, a cura del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Treviso, è ancora in corso. Caramel, ormai ex presidente del Cda, non nasconde le proprie preoccupazioni: «Qualcosa è già emerso, in particolare un’errata compilazione dei registri delle vasche del vino, su quello siamo già stati sanzionati di 2.500 euro l’anno scorso». Si tratta dei registri di cantina, si cui vengono annotate tutte le quantità di uva acquistate, trasformate, vinificate. «La visita è ancora in corso», spiega Caramel, «sono venuti il 4 luglio 2015, e hanno verificato gli ultimi cinque anni. Dobbiamo ancora arrivare a un verbale di contestazione complessivo. L’unica cosa anomala è la lunghezza della procedura. Stanno setacciando un po’ tutto, le fatture di acquisto e di vendita, le fasi della produzione, ogni passaggio è registrato e incrociato. La preoccupazione c’è, qualcosa contestano sempre».

Su un punto le versioni di Caramel e della Masi divergono. L’ex titolare assicura che le sue dimissioni non sono legate alla verifica delle Fiamme Gialle in corso: «Ho fatto un passo indietro perché avevo problemi di incompatibilità, e poi in consiglio al posto mio entra mia moglie, Luisa Durante. Ho un’azienda di distribuzione delle bevande, si configurava un conflitto di interesse. L’ho deciso tranquillamente con i soci della Masi». Versione smentita a stretto giro di posta dagli stessi soci, che invece parlano esplicitamente di «segnale di discontinuità» con il recente passato.

Il nuovo presidente ora è Federico Girotto, già amministratore dellegato

della società e di Masi Agricola. Di fatto, sulle colline della Docg negli ultimi tempi non ci si annoia. Pochi giorni fa, la notizia della vendita della Ruggeri al gruppo tedesco Rmsk. Ora l’ispezione delle Fiamme Gialle. Dinamiche delicate per un mondo che muove ogni anno miliardi di euro.

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