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«Sicurezza idrogeologica Roma stanzi 2,8 miliardi»

Zaia presenta il dossier del professor D’Alpaos sugli interventi necessari «Renzi, dacci i soldi». E il governatore lancia l’ashtag “noghexepiùscuse”

VENEZIA. «No ghe xe scuse. Matteo, dame i schei». Ironico, ma deciso a portare a casa i soldi per il suo Veneto, il presidente Luca Zaia ha ieri presentato a Palazzo Balbi il dossier sui «fabbisogni per mettere in sicurezza il territorio», chiamando in causa Roma e i «miliardi dormienti» che il governo centrale non sa ancora come utilizzare. «Non appena ho sentito che ci sono dei soldi fermi, depositati al ministero dell’Economia – ha detto ieri il governatore, mostrando con orgoglio le 177 pagine di dati, fotografie e spese delle recenti alluvioni – ho voluto subito suggerire come spenderli. Noi abbiamo bisogno proprio di 2,804 miliardi per completare gli interventi relativi al rischio idraulico e geologico. Interventi per 402 milioni li abbiamo già realizzati e alcuni li stiamo ultimando, ma ce ne servono molti altri. In questo dossier ci sono scritti quanti soldi ci servono, per fare cosa e dove. Se solo avessimo i soldi potremmo aprire i cantieri anche domani mattina».

Insomma, per Zaia non ci sono scuse che il governo di Roma possa accampare: «Il Veneto porta a Roma 21 miliardi all’anno – ha sottolineato più volte – e non vogliamo finire come Pompei, dove ci sono i soldi ma nessuno sa come gestirli. Noi sappiamo come destinarli e vogliamo dimostrare che il Veneto può essere una laboratorio di virtuosità per come affronta il dissesto idrogeologico».

Oltre ai soldi investiti, mancherebbero con urgenza 600 milioni per cantieri che attendono solo i finanziamenti (304 milioni per bacini di laminazione, 100 milioni interventi per la difesa delle coste, 15 milioni di difesa geologica e 181 per interventi segnalati al Ministero dell’Ambiente), 822 milioni per interventi di difesa idrogeologica in fase di progettazione o in programma, 907 milioni circa per future opere previste dal «Piano delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico» e 475 milioni per sistemare i danni alle opere pubbliche subiti per le alluvioni del 2012, 2013 e 2014.

Per sottolineare l’urgenza del programma già predisposto Zaia ha inviato una lettera al premier Matteo Renzi, ai ministri dell’Economia Pietro Carlo Padoan e dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al sottosegretario Graziano Delrio, ma non solo: «Il dossier è stato mandato a tutti capigruppo di partito – ha ricordato Zaia, ringraziando più volte il curatore dello studio, l’ingegnere Luigi D’Alpaos, per le sue competenze degne di fama internazionale – perché su questi problemi bisogna fare squadra». I risarcimenti dei danni provocati dalle alluvioni sono stati ultimati per un buon 95%, ma rimane comunque l’incognita del futuro: «Sicuramente ora il Veneto è più sicuro di tre anni fa – ha detto l’ingegnere Tiziano Pinato – e abbiamo investito tutto quello che potevamo, ma ci sarebbe ancora molto da fare».

Tra gli interventi più urgenti ci sarebbero in programma la realizzazione del bacino di laminazione sul fiume Monticano che tocca i paesi trevigiani di Mansuè, Portobuffolè e Fontanelle (55 milioni), l’opera di invaso a Sant’Urbano e Vighizzolo d’Este in provincia di Padova (15 milioni) e quella da 70 milioni a Sandrigo e Breganze, nel Vicentino.

Per la difesa delle coste, il finanziamento maggiore (14 milioni) servirebbe per l’isola di Pellestrina, seguita dal tratto di litorale di Jesolo a Cortellazzo (6 milioni). Al ministero sono stati segnalati molti comuni che necessitano interventi per la messa in sicurezza idraulica, in particolare a San Giorgio delle Pertiche, Bovolenta, Albignasego, Monselice e Padova, Gosaldo in provincia di Belluno, Cavarzere, Campagna Lupia ed Eraclea in provincia di Venezia e Silea in provincia di Treviso, oltre alla zona di Vicenza e Rovigo. I fiumi da tenere sotto controllo sono soprattutto il Bacchiglione che necessita di interventi pari a circa 325 milioni, il Brenta e Agno Guà Fratta Gorzone (150 milioni) e il Piave con un piano

di riqualificazione da circa 109 milioni. «Renzi sembra avere coraggio – ha concluso Zaia, con una battuta – è ora che lo dimostri. Non mi risulta che altre Regioni abbiano presentato un piano così preciso. Dato che lui twitta sempre ora twitterò anch’io utilizzando l’ashtag #noghexepiùscuse».

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