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Più poteri alle Regioni, ma Zaia li snobba

Emendamento pd alla Legge di Stabilità, Rubinato: «È il primo intervento dopo la riforma del Titolo V»

VENEZIA. Il Pd sventola davanti al governatore veneto l’emendamento della Legge di stabilità che concede maggiori poteri alle Regioni, ma Zaia non ci sente, snobba il provvedimento e invoca invece per l’Italia l’uscita dall’euro e l’intervento della troika.

Per il presidente della Regione, infatti, «l'Italia all'interno dell'Eurozona è inguaribile». Lo ha detto ieri intervenendo a una trasmissione televisiva. «L'euro - ha aggiunto - ci ha obbligato a fare meglio i conti, però non possiamo continuare a rimanerci con metà del Paese che, se fosse un'azienda, sarebbe nelle condizioni di portare i libri in tribunale». La situazione economico-sociale dell'Italia, secondo Zaia, è arrivata «ad un punto tale di non ritorno che l'unica soluzione è quella di sperare che dall'Europa ci mandino una troika».

Di tutt’altro tenore le valutazioni che provengono dal Pd, che ha appena fatto approvare in Commissione Bilancio alla Camera, con il parere favorevole del Governo, l’emendamento Rubinato alla Legge di Stabilità: viene così accelerato l’iter con cui una singola Regione può chiedere allo Stato una maggiore autonomia su determinate materie «sulla base della capacità di gestirle in modo responsabile, con più efficienza e minor spesa», come annota la promotrice dell’emendamento Simonetta Rubinato, del Pd, replicando allo stesso Zaia, che l’altro ieri aveva definito il tutto «un’aspirina».

Invece per la Rubinato «si tratta del primo intervento adottato dal legislatore, dopo la riforma del Titolo V nel 2001, per attuare il percorso verso il riconoscimento dell’autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario prevista dall’articolo 116 della Costituzione in una o più materie concorrenti».

E contro Zaia, che in questi giorni ha preso più volte posizione sulla crisi italiana, interviene anche Nereo Laroni, consigliere alfaniano: «In un solo giorno - scrive Laroni - siamo stati avvolti da un turbinio di dichiarazioni da parte del presidente Zaia: nell'arco di 24 ore abbiamo sentito che dovevamo uscire dall'euro, prendercela con i burocrati europei, sostenere la protesta dei forconi e, infine, promuovere

l'indipendenza del Veneto. Alla fine di questa serie di rivendicazioni mi chiedo che tipo di Italia e di Europa vuole Zaia. La strada maestra, che dovrebbe essere perseguita con più concretezza – conclude Laroni – è quella di un federalismo compiuto e di una maggiore autonomia dei territori».

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