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Fuga dal Veneto, c’è l’ok della Regione

Il consiglio regionale passa la palla al Parlamento per i 14 Comuni vogliono andare via da Padova

VENEZIA. Dopo cinque anni la Regione Veneto dà il via libera al prossimo Parlamento perché consideri nei fatti la richiesta di trasloco di 14 Comuni bellunesi e vicentini in Trentino Alto Adige. Precedentemente, Sappada e Cintocaomaggiore avevano preso un’altra strada, quello del Friuli Venezia Giulia. Adesso lo smottamento del Veneto è più realistico. Parlamento permettendo. Con 30 voti favorevoli (Pdl, Ln, Pettenò, Foggiato e Sandri), 12 no (Pd) e 4 astenuti (Bottacin, Causin, Marotta e Pipitone), il Consiglio regionale ha approvato la risoluzione 37, presentata dalla Lega Nord, con la quale s’impegna la Giunta regionale ad «attivarsi presso il Governo e il Parlamento affinché si dia alla Regione Veneto l’autonomia fiscale, amministrativa e legislativa necessarie ad attuare adeguate e più efficaci politiche perequative a favore dei territori di confine, al fine di ridurre le attuali differenze con Trentini Alto Adige e Friuli Venezia Giulia e arrestare l’emorragia delle comunità venete».

Con il passaggio in aula compiuto ieri s’impegna inoltre la Giunta ad attivarsi presso il Parlamento affinché proceda, come stabilito dall’articolo 132 della Costituzione, all’esame e all’approvazione di una legge che definisca il trasloco dei Comuni di Lamon, Sovramonte, Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusitana, Roana, Rotzo, Cortina d’Ampezzo, Colle Santa Lucia, Livinallongo del col di Lana e Pedemonte dal Veneto al Trentino Alto Adige, accogliendo la richiesta , espressa attraverso referendum, delle popolazioni locali. L’assemblea ha approvato anche la mozione 175 presentata dal consigliere della Fsv, Pietrangelo Pettenò, con la quale si dà mandato al Presidente del Consiglio regionale e alla Giunta di «intervenire nei confronti del Parlamento e del Governo affinché procedano prontamente all’esame e all’approvazione di una legge, nelle forme previste dall’art. 132 della Costituzione, quale effetto del pronunciamento della popolazione del comune di Sovramonte, che ha chiesto il passaggio dalla provincia di Belluno a quella di Trento e conseguentemente dalla regione Veneto alla regione autonoma Trentino Alto Adige».

«“Con questi presupposti dobbiamo ritenerci soddisfatti del voto in aula» ha commentato con i colleghi il sindaco di Lamon, Vania Malacarne.

La seduta del Consiglio s’era avviata con qualche preoccupazione da parte dei numerosi rappresentanti dei Comitati e di quasi tutti i sindaci dei Comuni interessati. Sembrava, infatti, che i presidenti del Consiglio e della Giunta, rispettivamente Clodovaldo

Ruffato e Luca Zaia, avessero preferito una sollecitazione alle nuove Camere a “pronunciarsi” sullo smottamento in atto, piuttosto che a prendere atto di un voto favorevole dell’assemblea regionale per lasciar partire i Comuni già passati attraverso il referendum.

Francesco Dal Mas

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