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Sondaggio Udc: il Pd vola al 30% boom di Grillo, giù Pdl e Lega

Secondo la rilevazione, centrosinistra competitivo nel Veneto che l’ha visto sempre all’opposizione E il terzo polo moderato (Casini, Montezemolo, Fli, Verso Nord) diventa ago della bilancia con il 12%

PADOVA. Il Pdl in caduta libera che annaspa attorno al 12%, la Lega dimezzata che scende dal 35 al 16%, Grillo che con il suo M5S balza al 18-19% e approda in Parlamento con un’agguerrita pattuglia di onorevoli e senatori in guerra con Bersani.

La fine dell’éra Berlusconi potrebbe riservare molte sorprese in Veneto: la galassia moderata che dopo la scomparsa della Dc ha regalato vent’anni di successi a Galan, Tremonti, Bossi e Zaia rischia di sfaldarsi e di cedere lo scettro al Pd che con il 28-30% sulle ali delle primarie potrebbe diventare davvero competitivo in una regione che lo ha sempre relegato all’opposizione con il 20%.

A far da ago della bilancia il terzo polo dei moderati della Lista per l’Italia, che viaggia al 12 per cento. A fotografare lo scenario è l’Osservatorio politico Lorien, per conto dell’Udc di Casini che fin dal marzo scorso ha monitorato la fiducia nei confronti di Monti e dei suoi ministri tecnici. E se il 60% degli italiani preferisce che il premier non scenda in campo e mantenga un profilo autorevolissimo e neutrale stile Azeglio Ciampi, altrettanto netta è l’erosione della fiducia del governo che scende al 40%, con una flessione di 6 punti.

Il contesto nazionale. A portare l’Italia al voto con due mesi di anticipo è stato il Pdl che ha revocato la fiducia bloccando in primis la riforma delle Province: il 42% del campione interpellato giudica «gravemente irresponsabile» l’atteggiamento di Alfano e altrettanto fredda è la reazione alla discesa in campo per la sesta volta di Berlusconi come leader dei moderati. In Veneto solo il 9% voterebbe il Pdl con il Cavaliere candidato premier. Vero?

Le prospettive di Monti.

Cosa dovrebbe fare il premier? In attesa della sua decisione non resta che ascoltare i sondaggi: il 32% ritiene che non debba candidarsi in prima persona ma sostenere indirettamente una coalizione formata da Udc, Fli, Italia Futura e altri soggetti mentre solo il 14% lo invita a scendere in campo. Infine, un 12% chiede a Monti di guidare i moderati come indicato da Berlusconi. Tirate le somme: vince l’opzione della neutralità, anche se il 40% degli italiani voterebbe una «lista personale» con Mario Monti candidato premier.

Il giudizio sul governo. Il gradimento è sceso dal 42% di aprile al 32% di dicembre con il Veneto attestato su valori più alti (46 e 40%). Promossa anche la comunicazione del governo, che piace al 64% degli interpellati.

Le intenzioni di voto. Lo scenario Lorien fotografa un campione molto basso di risposte: 44,5%. Indecisi e astenuti la fanno da padroni, come in Sicilia. E proprio per questo il sondaggio può riservare sorprese, anche se il trend è delineato: Pd con il vento in poppa trascinato dall’effetto primarie del 2 dicembre che hanno regalato 6 punti in più a Bersani, mentre il centrodestra è in caduta libera.

Ecco le intenzioni di voto.

Lega nord: si attesta al 6,7% su base nazionale e in Veneto viaggia al 16% mentre nel 2010 con il governatore Zaia aveva ottenuto il 35,2%.

Pdl. Trend analogo: in Italia si attesta al 14%, un altro 2% va alla Destra di Storace e un altro 4% al nuovo movimento Fratelli d’Italia di Crosetto e La Russa. Tirate le somme siamo al 19% che in Veneto crolla al 12 per cento.

Udc e Grande Centro. Il partito di Casini e la Lista per l’Italia incassano il 9,5% che diventa il 12% con Italia Futura di Montezemolo, Fli di Fini e Verso Nord di Bottacin.
Il Partito democratico. Si tratta di un’autentica sorpresa: Pd al 30% con Sel al 4,5%, in linea con il trend nazionale. Insomma, centrosinistra competitivo per la prima volta, in grado

di conquistare il premio di maggioranza su base regionale al Senato anche se Lega e Pdl dovessero siglare l’accordo di coalizione oggi in altomare. I conti si faranno nelle urne e la vera incognita si chiama M5S di Grillo accreditato al 18,5% e quindi seconda vera forza in campo.

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