LE ZONE IN apnea

Soia, senza irrigazione il raccolto andrà perduto

VENEZIA. Il Veneziano a livello nazionale è fra le province più colpite dalla siccità. A rischio anche l’area di Chioggia, ma soprattutto quella di Cavarzere e di Cona. Quanto alle colture, l’allarme...

    VENEZIA. Il Veneziano a livello nazionale è fra le province più colpite dalla siccità. A rischio anche l’area di Chioggia, ma soprattutto quella di Cavarzere e di Cona. Quanto alle colture, l’allarme riguarda principalmente la produzione della soia e, ancor di più, quella del mais. Ma l'incognita e il grande timore sono legati alla durata di questo periodo contraddistinto dal micidiale mix di assenza di piogge e temperature elevate: «Se la siccità dovesse perdurare per lungo tempo, sarebbe gravissimo» commentano gli agricoltori.

    L’estate è appena iniziata, ma nel Veneziano insomma è già allarme siccità. La Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) di Venezia, con il presidente Paolo Quaggio e il direttore Mario Quaresimin, ha tracciato un primo bilancio della situazione. I territori più colpiti, innanzitutto. «L’area più in sofferenza è la zona sud della provincia: il chioggiotto ma soprattutto il cavarzerano», spiegano Quaggio e Quaresimin. «Qui è piovuto meno rispetto alle altre aree della provincia e già una decina di giorni fa alcune colture erano in sofferenza. Ora la situazione è peggiorata ulteriormente ed è necessario intervenire con un’irrigazione di soccorso». Laddove non c’è un impianto per irrigare i campi, nel cavarzerano il mais è già secco. Problemi sono avvertiti anche per le zone della gronda lagunare, contraddistinte da terreni molto sabbiosi che hanno una minore capacità di trattenere l’acqua piovana.

    Sempre in base all’analisi della Cia, le colture più in sofferenza sono la soia, seminata da poco, ma soprattutto il mais. Quest’ultimo proprio ora sta attraversando la fase della fioritura con la formazione della spiga. Senza il necessario quantitativo di acqua, il rischio è che l’intero raccolto vada in fumo. Situazione sotto controllo, per il momento, relativamente alle aziende orticole, di norma tutte già dotate di impianti di irrigazione. Per ora non arrivano grossi segnali di sofferenza neppure dalla frutticoltura e dalla viticoltura, che però potrebbero non resistere a una siccità ulteriormente prolungata nel tempo.

    Quanto alle altre zone della provincia, meglio di tutti sta il Portogruarese. Sotto la soglia di guardia anche il Sandonatese e l’area veneziana e centrale della provincia, che però deve fare i conti con i danni della tromba d’area di alcune settimane fa. Ma su tutta la provincia pesa l’incognita di quanto durerà ancora la siccità. «C’è anche un problema di carenza delle falde invernali», conclude Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Venezia, «ma è ancora presto per valutare la situazione nel complesso».

    Giovanni Monforte

    05 luglio 2012
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