Il congresso del Carroccio elegge il successore del Senatùr. E Borghezio elogia Balotelli, «il padano dalla pelle nera
VENEZIA. Comincia l’era di Roberto Maroni. Il triumviro è l’unico candidato a sostituire Umberto Bossi alla segerteria federale e ha raccolto 400 firme trai 630 candidadi. Quando il suo nome è stato pronunciato da Giancarlo Giorgetti al quinto congresso del Carroccio che si sta tenendo al Forum di Asiago i militanti sono esplosi in un lungo applauso. Sugli spalti semi vuoti l’unico striscione è per lui: «Grande Bobo».
Umberto Bossi, che ieri non era neanche presente al congresso, è già il passato del movimento. «Nella Lega contano i progetti non i nomi, nella vita ci sono dei cicli se il congresso eleggerà Maroni, Maroni sarà il segretario punto e basta», dichiara implacabile il segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini ieri in bermuda e Timberland.
«Dobbiamo puntare alla Lega al 10%, nel senso che dobbiamo puntare a un risultato a due cifre alle prossime elezioni», dice Roberto Calderoli commentando la proposta di Maroni di riformare il partito e ripartire con una Lega 2. Ma c’è anche chi non vuole che la Lega si presenti alle elezioni nazionali puntando solo sulle amministrative. Il nuovo segretario non sarà dimezzato, assicura l’ex ministro, ma avrà gli stessi poteri di Bossi. Quanto al Senatùr si prenderà il ruolo di presidente o quello di presidente a vita. Ma a decidere sarà Maroni, non più lui. Salvini, maroniano doc, non teme che la figura di Bossi possa fare ombra al futuro segretario. E lo stesso garantisce Calderoli. «Non ci saranno delle correnti all’interno del partito che uscirà dal congresso, per me le correnti dovrebbero essere vietate perchè tutti devono essere parte delle stessa Lega».
Oggi presiede Luca Zaia. L’unico a parlare del passato è Flavio Tosi. «Abbiamo vissuto momenti non facili ma al di là del comportamento scorretto di poche persone che l’hanno infangata la Lega è qua», dice il sindaco di Verona. Dopo Maroni è Salvini a tornare sul destino di Formigoni. «Noi diamo consigli non facciamo minacce, diamo buoni consigli a Formigoni che se vorrà continuare a governare deve fare di più: o dà risposte concrete o ci arrabbiamo». Ai giornalisti che gli chiedono se chi si arrabbia prende la porta, Salvini replica sicuro: «Certo».
Ma la vera sorpresa del congresso è Mario Balotelli, divenuto improvvisamente una star tra i padani più irriducibili come Mario Borghezio noto per le ronde contro gli immigrati. Bene proprio Borghezio definisce l’attaccante della nazionale come «un padano dalla pelle nera». E tra i delegati qualcuno, sotto la garanzia dell’anonimato, ammette che «Balotelli è forte e il suo valore in campo non si discute». Non è la prima volta che le strade di Balotelli e quelle delle Lega s’incrociano. Il giocatore fu «pizzicato» con una fidanzata di Renzo Bossi, il trota. La notizia in ogni caso è che anche i leghisti seguono la nazionale. Prova a resistere solo Matteo Salvini che su Radio Padania faceva le telecronache anti-Italia. «La partita? Io uscirò con la mia fidanzata», assicura.
Top Ebook
Incastri fuorisede
di Salvatore Viola
Leggi gratis per una settimana oltre 100 ebook
storiebrevi