Tosi: chi fa guerriglia è fuori dal partito Zaia: unità in pericolo

Liga: il consiglio veneto elegge alla presidenza Luca Baggio Il governatore: Flavio, lavora per l’unità o rischi la scissione

    di Filippo Tosatto

    PADOVA. La prima volta di Flavio Tosi. In mattinata il nuovo segretario della Liga ha convocato il consiglio nathional a Padova e non è stata una riunione di circostanza. Presenti al gran completo i componenti del direttivo eletti dal congresso e i segretari provinciali, a rompere il ghiaccio è stata la responsabile dell'organizzazione Arianna Lazzarini, che ha puntualizzato alcuni adempimenti relativi al congresso federale di Assago (30 giugno-1 luglio) cui parteciperanno oltre cento delegati veneti. L'imminenza dell'appuntamento ha accelerato la nomina del presidente: il prescelto è Luca Baggio, consigliere regionale e già sindaco di Riese Pio X; la sua elezione (avvenuta con l’astensione della minoranza bossiana) se suona come premio a una decennale fedeltà alla causa maroniana nella (ex) roccaforte di Gian Paolo Gobbo, costituisce anche una delusione per gli altri aspiranti alla carica: dall'europarlamentare Mara Bizzotto al presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro. Rinviata invece la scelta dei vicesegretari: potrebbero essere due, scontata, in ogni caso, la designazione del luogotenente padovano Maurizio Conte.

    Accantonate in via precauzionale le questioni disciplinari in sospeso (espulsioni, sospensioni e declassamenti ereditati dalla stagione cerchista), sono stati illustrati i contenuti della riforma dello statuto suggerita dai triumviri di via Bellerio - dalla trasformazione del partito in “confederazione” di leghe all’accresciuto peso delle segreterie “nazionali” - con valutazioni ampiamente favorevoli.

    La discussione è entrata nel vivo con la breve introduzione di Tosi, che ha invitato i dirigenti a porre fine alle risse interne: il congresso è finito, basta polemiche, insulti e dichiarazioni a ruota libera – ha ammonito a muso duro – d'ora in poi le regole di comportamento valgono per tutti, nessuno escluso, e chi le calpesta è fuori dal partito. Un messaggio implicito anche agli scalpitanti colonnelli della sua corrente, lesti a ipotizzare una “black list” destinata ad epurare la vecchia guardia bossiana.

    La consapevolezza delle profonde divisioni esistenti tra “barbari” e “venetisti” e la conseguente necessità di superarle hanno caratterizzato l’intervento di Luca Zaia, invitato ai lavori insieme al capogruppo in Regione Federico Caner; il governatore si è rivolto direttamente al nuovo leader in toni molto espliciti: «Ora sei il segretario di tutti e noi ti aiuteremo ma la responsabilità di garantire l’unità del partito spetta in primo luogo a te. Devi lavorare per ricucire i contrasti, se non sarà così, tra qualche tempo, potresti ritrovarti con due partiti».

    Un appello all’unità raccolto in particolare dai segretari di federazione, i più esposti agli umori di una base sempre più insofferente. Tra gli altri, Giorgio Granello (Treviso), Roberto Marcato (Padova) ed Emanuele Prataviera (Veneto Orientale) hanno espresso la volontà di concorrere al superamento del correntismo esasperato e del fuoco incrociato - «Basta attacchi sui giornali e sul web» - pena un’ulteriore perdità di credibilità presso l’elettorato di riferimento. Tant’è. Per l’eretico e mediativo Tosi ora si profila un compito lineare quanto impegnativo: emanciparsi dall’ala protettiva di Bobo Maroni, smettere la veste del capocorrente e diventare il capo riconosciuto di tutti i leghisti veneti.

    10 giugno 2012
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