«Ostaggi di un Governo che toglie fiato ai cittadini»

È l’accusa di Elena Donazzan, presente tra i rottamatori del Pdl riuniti a Bologna «Il centrodestra deve ritrovare il coraggio che non ha avuto nella vicenda Fini»

    VENEZIA. Tempo scaduto. Per Elena Donazzan il credito garantito dal Pdl al governo Monti si è esaurito: «Siamo ostaggio di un Governo tecnico che toglie il fiato a imprese e cittadini» ha detto l’assessore veneto sabato ai trecento rottamatori che sono scesi in piazza a Bologna per suonare la sveglia al partito in balia di una crisi culminata con la disfatta delle amministrative che hanno fatto deflagrare i problemi accumulati nel tempo. «Il riscatto» ha sottolineato «parte non tanto dai giovani ma da una classe dirigente come la nostra che ha un po’ di esperienza, consapevolezza e rabbia».

    Per riconquistare la fiducia degli elettori, secondo Donazzan, serve coraggio: «Il centrodestra deve assumersi le responsabilità di quanto ha fatto fino a oggi, nel bene e nel male, deve avere il coraggio di portare fino in fondo i programmi su cui ha ottenuto un mandato di governo dagli italiani e che, invece, non è mai stato realmente attuato, proprio per assenza di coraggio e determinazione. Quel coraggio che se avessimo avuto il giorno del tradimento di Fini ci avrebbe consentito di tornare davanti agli elettori per chiedere e ottenere un nuovo mandato». Ma bisogna cambiare strategie, regole e alfieri: «Dobbiamo intraprendere una strada di rilancio e rinnovamento della classe dirigente e della politica che fondi le proprie radici nel territorio, nel merito e tragga insegnamento dalle esperienze passate». Quanto alla tattica, spiega quindi, questa poggia su un programma concreto e innovativo, che rimette l’uomo al centro della società - laddove ora c’è lo Stato - e la pubblica amministrazione al servizio del cittadino. L’assessore veneto chiede quindi chiarezza e trasparenza, a partire dai rapporti con il Governo: «che, in sei mesi, non ha ancora combinato nulla, se non attuare una deriva fiscale che ha sfiancato le tasche dei cittadini e la pazienza degli italiani, sancendo la distanza tra quanto il centrodestra aveva promesso e quanto in realtà si sta realizzando. Per questo tanti eletti, tra cui dirigenti, spesso giovani, dicono: fuori il coraggio di dire le cose come stanno, fuori la vecchia politica dal Pdl, fuori lo Stato dalle tasche dei cittadini, fuori i soldi dalle banche per imprese e famiglie».

    Dure critiche in questo senso sono venute anche da un altro veneto, Ciro Maschio, consigliere comunale a Verona, autosospesosi dal Pdl per sostenere la candidatura di Flavio Tosi, nella cui lista è stato eletto: «Occorre un cambiamento radicale nel centrodestra» ammonisce il consigliere di origini aennine «altrimenti saremo spazzati via alle prossime politiche». Quanto ai vertici del partito, avverte: «Se non ci ascoltano saranno loro i primi a rimetterci».

    28 maggio 2012
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