Gli indipendentisti denunciano: «L’ex boss della Mala del Brenta è tornato in Veneto». Il magistrato: «Grave rivelarlo»
SILEA. «Felice Maniero, l’ex boss della Mala del Brenta, è tornato a vivere in Veneto, a Silea in provincia di Treviso». E’ la rivelazione del candidato sindaco del movimento indipendentista «Veneto Stato», Gianluca Busato, che ha detto ieri di aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di residenti allarmati per aver riconosciuto «Faccia d’angelo» passeggiare per il centro di Silea.
Secondo le indiscrezioni che sono circolate ieri, Maniero abiterebbe da un anno all’interno di una villetta degli anni Settanta in via Tiepolo, vicino al Cinecity. Nessuno, né forze dell’ordine né istituzioni, ha confermato ufficialmente la notizia che, comunque, non è neanche stata trattata come semplice boutade da campagna elettorale.
Particolarmente seccato l’avvocato veneziano Maurizio Scattolin, il legale che mesi fa aveva annunciato una querela milionaria da parte dell’ex boss al questore di Treviso, Carmine Damiano: «Non ho idea di dove abiti Maniero, per cui non posso né confermare né smentire», taglia corto l’avvocato, «ritengo che sia soltanto un tentativo di farsi facile pubblicità da parte di un politico».
«L’abitazione di Felice Maniero è e deve restare assolutamente segreta». Ne è convinto Antonio Fojadelli che, assieme ai colleghi Michele Dalla Costa e Carlo Mastelloni, diede il via all’inchiesta che portò allo smantellamento della Mala del Brenta. «Non ne so nulla», afferma l’ex Procuratore di Treviso ora candidato a sindaco di Conegliano, «ma se l’ipotesi fosse vera, penso sarebbe decisamente imprudente dichiararlo. Dopo aver fatto la famosa scelta di collaborare con la giustizia, Maniero non ha più fatto parlare di sé. Ritengo quindi che una vicenda di questo genere non debba essere un tema da campagna elettorale».
Dall’agosto 2010 Felice Maniero è tornato libero a conclusione dell'ultima misura restrittiva, il soggiorno obbligato. L'ex boss ha quindi saldato il conto con la giustizia e può circolare senza vincoli in Europa, con un nome e cognome nuovi. Diventato collaboratore nel 1995, Maniero aveva subito due condanne, a 11 anni, per rapine e sequestri, e a 14 anni, per omicidi, diventati in tutto 17 anni con il cumulo della pena. Ora sarebbe quindi tornato in Veneto.
«Abbiamo avuto notizia da diversi residenti che Felice Maniero viva a Silea», ha detto ieri il candidato sindaco Busato, «in una lussuosa e riservatissima villa del valore di un paio di milioni di euro». Prendendo spunto da questa presunta presenza di «Faccia d’angelo», Busato attacca il sindaco di Silea, Silvano Piazza, che, a sua volta, definisce come una barzelletta tutta la vicenda. «Non ho fatto alcun accordo con il ministero dell’Interno e non ho notizie di questo tipo», afferma il primo cittadino.
L’ex boss era tornato protagonista delle cronache per le polemiche che avevano seguito la messa in onda su Sky della fiction «Faccia d’angelo». Maniero aveva criticato lo sceneggiato affermando che incoraggiava il crimine. Mai avrebbe pensato di diventare anche il simbolo di una campagna elettorale.
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