VENEZIA. Eliminare, tassandolo l'uso del denaro contante per fermare l'evasione fiscale: è la proposta avanzata oggi da Angelo Grazzo responsabile Triveneto dell'Associazione apartitica di professionisti, docenti universitari ed economisti (Ardep). «Se lo Stato abolisse il denaro cartaceo e metallico tutte le transazioni diventerebbero tracciabili spiega Grasso - gli Stati sono riusciti a far accettare la circolazione della cartamoneta dal valore intrinseco nullo al posto di metallo prezioso, sarà allora ancor più facile sostituire carta di nessun valore con file elettronici». Questa è solo la punta dell'icerberg economico che, spiega una nota, l'associazione si propone di smuovere non pensando solo ad una proposta generica, ma sono stati valutati anche gli aspetti più dettagliati.
Ogni prelievo di denaro contante effettuato da un cittadino sarebbe tassato dallo Stato con una imposta fissa del 10%, ad eccezione di una piccola franchigia mensile per ogni codice fiscale con un supplemento per ogni minore a carico, che consentirebbe ai cittadini di fare tutti quei piccoli acquisti che sarebbero troppo scomodi da effettuare con il Bancomat e aiuterebbe quanti sono poco avvezzi alle nuove tecnologie, come gli anziani. Al contempo per i promotori si introdurrebbe una legge limitativa al possesso del contante, fissando una somma massima detenibile pari a poche migliaia di euro. L'obiettivo di questa proposta è di limitare l'utilizzo del contante e favorire l'uso di bancomat e assegni, garantendo così la totale tracciabilità di ogni transazione.
30 settembre 2011