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Zero euro per il restauro di ville e chiese storiche del Veneto

La Regione annulla il bando annuale per il recupero dei monumenti. Nel 2010 stanziati 3,8 milioni di euro per 37 interventi

VENEZIA. Niente più soldi per il recupero di ville, barchesse, chiese e cantine di pregio culturale. Almeno per quest'anno. La Regione ha ufficialmente azzerato i contributi per gli immobili non statali con valenza di bene culturale, a causa della mancanza di risorse nel bilancio 2011.

Il 27 gennaio, con una delibera, la giunta ha «disattivato il bando annuale attualmente previsto per i contributi regionali in materia di immobili con valenza di bene culturale» che prevede la possibilità di utilizzare risorse regionali. Ciò per finanziare interventi proposti da soggetti pubblici e privati che rispondano a finalità di conservazione, valorizzazione, nonché pubblica fruizione dei beni immobili oggetto di tutela. Lo stop della giunta, spiega la delibera, è stato reso opportuno «in relazione alle previsioni del bilancio regionale di 2011».

Una partita, quella al recupero dei siti di valenza culturale, che solo nel 2010 aveva visto lo stanziamento di 3,8 milioni di euro per 37 interventi, tra cui il restauro delle barchesse di villa Rizzardi a Bosco di Zevio e dei granai di villa Widmann-Borletti a Bagnoli di Sopra, il recupero di villa Boldù-Grimani a Mirano e il restauro dell'ala Nord di villa Dolfin a San Germano dei Berici.

Ma la lista delle richieste d'intervento in attesa di finanziamento, è ancora più lunga e spazia dal recupero della chiesa di San Gregorio Magno a Verona a quello del muro di cinta di villa Vescovi a Luvigliano.

«Qualcuno dice che la cultura non si mangia - commenta Berto Zandigiacomi di Italia Nostra - tuttavia, quello culturale è il turismo che dà maggiori garanzie nel tempo: prima o poi anche i tedeschi si stancheranno di andare a Jesolo. Ma servono interventi. Per questo, almeno, in mancanza di risorse, la Regione dovrebbe sostenere i volontari mettendo loro a disposizione funzionari e dirigenti». Complessivamente, nella precedente legislatura - considerano anche i bandi analoghi - l'intervento della Regione era arrivato a un centinaio di milioni, garantiscono da Palazzo Balbi.

«Nel momento in cui si individuano delle priorità è inutile aprire una lotteria sapendo che non può vincere nessuno», sostiene l'assessore ai Lavori pubblici, Massimo Giorgetti. «Senza contare che, in questo momento, anche se noi riuscissimo a dare il nostro contributo, non cambierebbe nulla, perché anche gli altri partner sono fermi».

«Un esempio - comtinua Giorgetti - i Comuni non hanno soldi per cofinanziare gli interventi, così le richieste dell'ultimo bando per lo sport sono diminuite del 60%. Lo stesso vale per i lavori pubblici.
Andare avanti appaltando lavori alle nostre imprese significherebbe fare debiti che potremo pagare chissà quando. Quindi, meglio prenderci un anno sabbatico e pagare gli interventi fatti fino ad oggi».

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