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Zaia: tentacoli mafiosi sul Veneto

«Le infiltrazioni ci sono, la collusione istituzionale no. E la Lega vigilerà»

VENEZIA. Duecento giorni al timone del Veneto, presenza mediatica martellante, annunci a go go, risultati concreti zero. E' l'istantanea di Luca Zaia e della sua amministrazione scattata dall'Udc. Cosa replica il governatore?
«Dico che con l'Udc siamo al limite dell'incomunicabilità e mi dispiace perché la Regione avrebbe bisogno di un'opposizione seria. Io non cerco il consenso sotto i riflettori e chi lo pensa fa torto ai veneti: evidentemente li considera babbei che seguono chi la spara più grossa».

Vabbè, ma gli obiettivi conseguiti quali sono?
«Per cominciare, una forte riduzione dei costi: meno dirigenti e segretari, più economie di scala. Abbiamo depositato il nuovo Statuto in tempi record e a giorni presenteremo il Libro bianco sulla sanità, con i conti al centesimo: assorbe 8 dei 10 miliardi a nostra disposizione, è un gesto di trasparenza significativo. E poi, abbiamo affrontato l'alluvione mettendoci dalla parte dei cittadini: merito di tutti, a cominciare da sindaci e presidenti delle province. Ringrazio destra e sinistra, abbiamo fatto squadra, i risultati sono arrivati».

Si riferisce ai 300 milioni strappati al Governo?
«Sì, non era affatto scontato. Già in settimana conto di poter attingere i fondi e di stanziare gli anticipi entro Natale. L'idea è affidare un budget a ciascun sindaco, che valuterà in autonomia».

I sedicenti comuni alluvionati sono 328... Come dire, furbetti all'orizzonte?
«Tutti hanno il diritto di chiedere ma sarò io a valutare. C'è chi ha avuto danni devastanti - penso a Vicenza, Bovolenta, Saletto, Caldogno, Monteforte, Soave - e chi si è ritrovato il garage allagato. Io credo nella buona fede ma se becco un furbetto, quello pagherà per tutti».

A proposito di soldi, il bilancio 2011 risentirà di un taglio di 400 milioni deciso  al Governo. Inutile fingere che sarà indolore...
«Infatti, sarà un bilancio difficile, da lacrime e sangue. Ma assumo un impegno: neppure un euro sarà sottratto a sanità, sociale, lavoro, trasporti e infrastrutture».

Tra gli assessori pidiellini c'è chi scalpita...
«Se qualcuno va in fibrillazione per i tagli, vuol dire che non ha la stoffa per governare. Noi siamo tranquilli. Nuove tasse? No».

C'è un problema di immagine del Veneto, ormai associato agli stereotipi razzisti e xenofobi. Con l'ex leghista Aliprandi che maledice i rom e il leghista effettivo Giovannoni che non vuole africani alla Maratona del Santo...
«Aliprandi è uscito dalla Lega nel '98, Giovannoni lo conosco: non è un razzista. E' stato imprudente, questo sì, anche perché a vincere le maratone non sono sempre gli africani ma anche i nostri atleti. Detto questo, noi ci opponiamo agli stranieri solo se delinquono e vogliono spadroneggiare in casa nostra».

Però il Veneto suscita antipatia. Un assessore campano ha detto che abbiamo un «problema antropologico» verso chi è diverso...
«Ce l'avrà lui il problema. Io, da ministro, ho ottenuto il brevetto europeo per la pizza napoletana e mi sono battuto per l'agricoltura siciliana fino all'ultimo giorno. Il problema del Sud non sono i meridionali ma il sistema corrotto che logora e distrugge la comunità: è possibile che la Sicilia stipendi 27 mila forestali contro i 6 mila del resto d'Italia? O che la Calabria abbia 7 ospedali con meno di 200 pazienti? L'assistenzialismo e gli sprechi stanno uccidendo il tessuto civile. Dico di più: siamo talmente nemici del Sud, che ogni giorno riceviamo richieste di sbarcare, come Lega, nelle regioni meridionali per guidare la rivolta degli onesti».

Lo farete, prima o poi?
«No, perché siamo nati per restituire voce, forza e dignità ai popoli padani».

Saviano denuncia infiltrazioni mafiose in Lombardia e Maroni va su tutte le furie. Lei ritiene che il Veneto sia immune dai tentacoli di Cosa Nostra?
«No, credo il contrario, come dimostrano i rapporti della Dia, i 400 rapporti della Banca d'Italia su capitali sospetti, i sequestri di beni nella zona del Garda. La mafia spunta dove c'è denaro, ci prova anche in Veneto ma io non vedo amministratori collusi. Se ci saranno, la Lega sarà la prima a denunciarli».

Una crisi di Governo potrebbe compromettere la riforma federalista?
«Spero di no, ma è sconcertante che Fini agisca spinto dall'astio verso Berlusconi. Noi siamo alleati leali e abbiamo stretto un patto con la gente del Nord. Comunque vada, lo rispetteremo».

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