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Multata 151 volte in due mesi e mezzo
ai varchi della Ztl in centro a Padova

Si è dimenticata

di rinnovare il permesso e ora si ritrova con la casa ipotecata e 36 mila euro di multe da pagare per 151 verbali. L'incredibile vicenda vede protagonista Luisa Congedo, giovane imprenditrice di San Giorgio in Bosco, che sarà a "La vita in diretta" su RaiUno per raccontare la sua storia
SAN GIORGIO IN BOSCO. Si dimenticano di rinnovare il «pass» dei varchi elettronici in centro a Padova e ora si ritrovano con la casa ipotecata e 36 mila euro di multa da pagare. L'incredibile vicenda finirà oggi pomeriggio a «La vita in diretta».

Tema della trasmissione, in programma su RaiUno e condotta da Lamberto Sposini e Mara Venier, le contravvenzioni. A raccontare la sua disavventura ci sarà Luisa Congedo, un'imprenditrice di San Giorgio in Bosco che in appena due mesi e mezzo si è vista staccare dai vigili del Comune di Padova la bellezza di 151 multe. I fatti risalgono al 2006. «Al tempo - dice la donna - gestivamo un'attività in via Marsilio da Padova, in pieno centro. I miei fratelli ed io per raggiungere il posto di lavoro utilizzavamo un'auto intestata a nostra madre».

«Per entrare nella zona a traffico limitato di Padova - continua - bisogna essere muniti di un permesso di accesso attraverso i varchi elettronici, che si deve rinnovare ogni sei mesi. Alla scadenza, mio fratello si è recato dalla polizia locale: la cifra da pagare era 100 euro, contanti in quel momento non ne aveva. Aveva chiesto, quindi, di saldare il conto con il bancomat, ma sfortunatamente il dispostivo era guasto». Nulla di fatto.

Passano i giorni e «mio fratello, preso da altre questioni, non si è più ricordato del rinnovo». La resa dei conti arriva il 29 novembre 2006: «Ci siamo visti recapitare a casa il primo pacco di multe - ricorda - la prima era datata 13 settembre. A questa se ne sono aggiunte altre 150. Tutte da 78 euro l'una. La seconda tranche è arrivata a gennaio 2007». Incredulità. «Ogni giorno - continua - facevamo diversi viaggi per caricare e scaricare la merce. Capitava spesso di entrare in città tre volte, e uscirne altrettante: questo significa sei multe nella stessa giornata». Dodici mila euro l'ammontare esatto delle contravvenzioni.

«A quel punto - continua la donna - consapevoli delle nostre responsabilità, ci siamo messi in contatto con l'amministrazione comunale di Padova per cercare di trovare una soluzione: il termine massimo per pagare le multe erano 60 giorni, pena il raddoppio della cifra. In Comune ci è stato detto di non fare nulla, che avrebbero sicuramente risolto il caso. Noi ci siamo fidati, non avevamo alcun motivo per fare diversamente».

Prima della vigilia della scadenza dei due mesi, l'imprenditrice ha tentato di ricontattare gli uffici di Palazzo Moroni: «Non ho avuto risposta e ci siamo affidati all'associazione nazionale utenti auto». Nel 2009 l'arrivo delle cartelle esattoriali. Da 12 a 24 mila euro complessivi di multa sui quali, nel corso degi anni, sono maturati interessi per altri 12 mila euro. «Sulla casa di mia madre - spiega - è stata iscritta un'ipoteca, ora per evitare che vada all'asta dobbiamo pagare 36 mila euro». «Non siamo innocenti - sottolinea - ma non abbiamo pagato perché eravamo stati rassicurati.
Capiamo l'applicazione di una sanzione, ma non 12 mila euro». C'è stata malafede da parte del Comune per fare cassa? «All'inizio c'è stato buon senso, ma la macchina burocratica deve essersi inceppata».

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