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Fallimento hotel Caesar, pignorati stipendio e società del sindaco

Il sindaco di Montegrotto Luca Claudio è nei guai in quanto ex amministratore

unico della società "Hotel Caesar srl", fallita nel 2008. I giudici hanno emesso un provvedimento cautelativo di sequestro dei suoi beni. In via preventiva verrà pignorato un quinto dello stipendio da primo cittadino (300 euro su circa 2 mila totali) e le partecipazioni azionarie in società
MONTEGROTTO. E' finito nel mirino del tribunale fallimentare in qualità di amministratore unico dell'Hotel Caesar Srl, il sindaco Luca Claudio. Alcuni mesi fa, infatti, i giudici che stanno seguendo la vicenda contabile dell'albergo di via Aureliana fallito nel 2008, hanno emesso un provvedimento di sequestro cautelativo sui beni del primo cittadino. In via preventiva, a Claudio è stato pignorato un quinto dello stipendio di sindaco (circa 300 euro sui 2.000 di compenso mensile), in più gli sono state congelate le quote personali nelle società partecipate a lui riconducibili.

Ma in ballo c'è anche l'abitazione di Mezzavia (salva perché coperta da un fondo patrimoniale) e vari strascichi penali che si aprirebbero qualora il tribunale dovesse accertare una qualche responsabilità dell'amministratore unico. Insomma, una doccia gelata specie perché la sentenza che stabilirà se vi siano o meno delle colpe di Claudio sul fallimento del Caesar, potrebbe esserci tra mesi.

A «confessarsi» pubblicamente è lo stesso sindaco. Stanco di essere accusato di non aver salvato dal licenziamento i 35 lavoratori che all'epoca persero il lavoro. «Tra i capi di accusa - racconta - mi viene addebitato il fatto che quando nel 2006 ho accettato l'incarico di amministratore unico, non ho chiuso immediatamente l'attività alberghiera visto che c'erano circa 5 milioni di euro di buco. Avrei dovuto portare subito i libri contabili in tribunale. Non l'ho fatto e da qui ha preso il via l'azione di responsabilità che mi sta costando molto anche per avvocati e periti».

In pratica, ad «abbagliare» Claudio sarebbero state alcune possibilità di rilancio dell'albergo. «C'era un finanziamento già deliberato dalla società finanziaria Locafit che avrebbe dato 10 milioni di euro alla Hotel Caesar srl per comprare il Caesar e il Montecarlo di proprietà dell'Enpam. Altri 2 milioni di euro - ha aggiunto - sarebbero invece serviti alla ristrutturazione dello stesso Caesar». Inoltre c'era il gruppo spagnolo della Sol Melià pronto a rilevare 12 strutture in tutta Italia, una alle Terme. «Ci ho creduto, vi era un accordo preliminare e tutte le premesse per l'acquisto del Caesar. Purtroppo dopo un anno e mezzo di trattative gli spagnoli si sono ritirati dall'Italia perché hanno ritenuto poco appetibili e anti economiche le condizioni sindacali e le tipologie contrattuali esistenti da noi. A quel punto ho solo cercato di far sì che vi fosse in cassa flusso di denaro sufficiente a pagare il saldo degli stipendi ai lavoratori, ad esclusione del Tfr che poteva essere recuperato dall'Inps. Se avessi portato i libri in tribunale - ha concluso - i dipendenti non avrebbero preso un euro».

L'ormai ex Hotel Caesar srl faceva capo alla «Roma Studios» di Giancarlo Parretti (discusso imprenditore che alcuni anni fa tentò la scalata alla Metro Goldwyn Mayer). Perché imbarcarsi
in quest'avventura? «C'era un discorso affettivo perché mio padre era stato il primo direttore dell'albergo e lo stipendio di sindaco certo non mi dava da mangiare. Oggi ammetto di essere stato abbagliato e ho sbagliato», ha concluso Claudio che ora dovrà attendere il verdetto dei giudici.

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