L'ESPRESSO / RISTORANTI D'ITALIA
Le Calandre degli Alajmo al top
cresce la qualità dei locali padovani

Nell'edizione 2011 della Guida Massimiliano e Raffaele Alajmo confermano il punteggio di 19,5 al pari di Vissani (Baschi, Terni). Davanti c'è solo l'Osteria La Francescana di Modena. Al ristorante padovano va il premio Duca di Salaparuta per il miglior sommelier dell’anno grazie alla bravura di Angelo Sabbadin

    FIRENZE. Un quarto di punto in più a Massimo Bottura e al suo ristorante «La Francescana» di Modena, un 19,75/20 che rasenta la perfezione, e per quest’anno il migliore della guida «Ristoranti d’Italia» dell’Espresso è lui. Ma per gli Alajmo e «Le Calandre» di Rubano le soddisfazioni non mancano.

    Il ristorante «Le Calandre» rimane saldamente ancorato a 19/20, come negli ultimi anni appaiato a Vissani, mentre cresce di mezzo punto da 15 a 15,5 l’altro ristorante di famiglia, La Montecchia di Selvazzano, e soprattutto gli Alajmo, grazie alla bravura, alla fantasia (e alla modestia) di Angelo Sabbadin, in servizio proprio alle «Calandre», si aggiudicano il premio di miglior sommelier dell'anno «Duca di Salaparuta». Un premio ambito, che avvalora le scelte radicali operate: carta dei vini suddivisa per vitigni, senza più confini regionali e nazionali. Un po’ come per lo stile delle rinnovate «Calandre», senza più «tovaglie, frizzi e lazzi ancient règime - come ha scritto Marco Bolasco - solo materie, legno e spazi forgiati su misura. Roba mai vista in un tre stelle neanche in Catalogna...».

    Erano emozionati ieri Angelo Sabbadin e Raffaele Alajmo sul palcoscenico del recuperato Mercato San Lorenzo di Firenze nel ritirare il premio. E’ stato uno dei siparietti che ha caratterizzato la tradizionale anteprima fiorentina della nuova guida firmata Vizzari, andata in onda per la prima volta negli spazi modernisti del recuperato «mercato» fiorentino, dopo tanti anni di prime alla Stazione Leopolda.

    L’edizione 2011 della guida dell'Espresso, va detto subito, segnala un terzo di ristoranti in meno rispetto allo scorso anno. Ma questa riduzione appare compensata dalla meticolosità del lavoro svolto dal piccolo esercito di ispettori sguinzagliati lungo le vie del gusto della penisola. «Biennio di crisi profonda dell’economia il 2009-2010 - ha messo le mani avanti Enzo Vizzari nella sua presentazione - e biennio di sofferenza per la ristorazione italiana: un numero senza precedenti di cessazioni di attività, di ridimensionamenti e di riposizionamenti sul mercato, di bilanci in sofferenza. Ma anche la conferma della vitalità, del valore assoluto, di quel nutrito drappello di locali che oggi rappresentano al meglio la Nuova Cucina Italiana, ovvero una cucina che ha le sue solide radici nelle tradizioni regionali, nella ricerca e nell’esaltazione della qualità di prodotti che tutto il mondo apprezza, nell’impiego ragionato delle tecniche innovative».

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    A livello veneto va registrato il mezzo scalino in giù per Perbellini che si assesta a 17,5 con «La Peca» di Lonigo, mentre sale di mezzo punto l'«hotel Metropole-Met» di Venezia, dove è chef il vicentino Corrado Fasolato. Scende di mezzo punto anche il trevigiano «Dal Vero» di Badoere dell’enfant prodige Ivano Mestriner: a 15,5 si appaia a «Cera», al «Gellius», alla «Locanda di Piero» e all’ascendente «Montecchia». Sale a 15 il trevigiano «Marcandole» che appaia il neo stellato «La Meridiana» di Piove di Sacco, lo jesolano «Omar» e l’asiaghese «Pippo».
    08 ottobre 2010

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