Menu

I baby-estorsori: "Coi soldi ci compravamo vestiti firmati"

Taglieggiavano un ragazzino italiano con minacce e soprusi: gli hanno anche puntato un coltello al collo. I due ragazzi arrestati (di 17 e 18 anni) si sono giustificati così davanti al giudice: "Siamo una banda, da un pezzo facciamo tutti così. Non è il solo episodio di ricatti tra adolescenti"

CITTADELLA. «Ci facevamo dare i soldi per comprarci scarpe e vestiti». Lo ha rivelato Karim Saghri, 18 anni, marocchino, di Galliera. Disoccupato, come il complice R.P., 17 anni, rumeno, di Fontaniva. Lunedì sono stati arrestati per aver estorto 400 euro a un dodicenne che frequenta una scuola media del Cittadellese. Ieri il gip Lara Fortuna ha convalidato l'arresto di Saghri; subito dopo è stato scarcerato: è a casa, agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio.

Il complice è al carcere minorile di Treviso. Davanti al gip, affiancato dal suo legale, l'avvocato Michele Camolese, Saghri ha raccontato che i taglieggiatori non sarebbero solo lui e l'amico 17 enne, ma che fanno parte di una baby gang più ampia, italiani e stranieri; usano espedienti per comprare scarpe e vestiti, possibilmente griffati; le estorsioni, questa la versione dell'indagato, sarebbero state più contenute e gli episodi sarebbero stati più dilatati e ripetuti nel tempo. Vive a Galliera, il giovanissimo, ed era conosciuto, integrato.

Il suo arresto ha sconcertato il sindaco, Stefano Bonaldo: «Quando ho visto la foto sul giornale, ho avuto un sussulto. Conosco il ragazzo, non l'ho mai visto trasandato, ha sempre cercato di integrarsi nella nostra comunità, era stato anche a casa mia, voleva sapere se il Comune poteva dargli un appartamento, cercava un'indipendenza dalla sua famiglia d'origine». Bonaldo si era attivato: «La settimana scorsa l'avevo mandato dall'assistente sociale proprio per questo motivo».

Karim, una storia di integrazione: «L'1 giugno aveva partecipato con i coetanei alla festa dei diciottenni; so che faceva lavori saltuari, l'avevo visto lavorare anche per una cooperativa che segue lo sfalcio del verde comunale. Ripeto - conclude Bonaldo - sono rimasto allibito, senza parole. Ora contatterò la famiglia per capire se ci fossero stati dei problemi che l'avessero spinto ad allontanarsi dai suoi per cercare una nuova dimora».

LEGGI Così taglieggiavano un dodicenne

L'altro arrestato viveva a Fontaniva; il sindaco, Marcello Mezzasalma ribadisce l'urgenza di lavorare sull'educazione: «Dobbiamo collaborare con le comunità di immigrati per favorire la cultura della legalità e dell'integrazione». Un lavoro di prevenzione, da sviluppare
giorno dopo giorno. «Intensificheremo i controlli», aggiunge Mezzasalma. «Ora - conclude il sindaco di Fontaniva - voglio solo esprimere alla famiglia del ragazzino taglieggiato tutta la mia solidarietà: la nostra amministrazione comunale è convinta che bisogna prevenire ovunque simili episodi».

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro