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Palio dei 10 Comuni, trionfa Casale
cade il fantino di Montagnana

E' stato vinto da Casale il 34esimo Palio dei 10 Comuni che si è corso nel vallo delle mura di Montagnana. Alessandro Chiti, fantino di Siena, ha portato alla vittoria il cavallo di Casale di Scodosia

MONTAGNANA.  Casale vince un palio da brivido. Perchè insperato, perchè sofferto, perchè... meritato. Montagnana, invece, impreca. E ne ha ben donde. Il Comune rossoverde della Cornucopia ha trionfato grazie alla forza impetuosa e all’esperienza del fantino senese Alessandro Chiti, uno che i palii li mastica per professione, compresi quelli universalmente famosi della sua città. Montagnana urla al cielo tutta la sua rabbia per la clamorosa caduta nel momento topico della gara di Enrico Lazzarotto. Uno che di professione fa anche la controfigura nei film. Stavolta il volo da stunt man, causato da un’improvvida «piantata» di zoccolo sulla sabbia della sua fida Piucchefamo, invece di rendergli quattrini, glieli ha mandati in fumo.

Dopo la sua proiezione alla Gatto Silvestro contro la staccionata sotto la Rocca degli Alberi, nell’azione che poteva fruttargli il sorpasso e il conseguente comando della corsa, Lazzarotto è stato comunque applaudito da tutti per l’ardimento. Ma la finale però non ha avuto più storia. Chiti con grande sangue freddo ha amministrato il vantaggio (e le forze dell’affidabile Chivu) tarpando le ali alle speranze degli avversari. L’unico a tentare un aggancio è stato il sorprendente (ed esordiente a Montagnana) Alberto Bianchina, il sardo che difendeva i colori di Santa Margherita d’Adige. Ovvero del Comune che vinse lo scorso anno sul vallo. Sulla scia dei due anche il cavallo scosso di Montagnana che, a differenza di quanto avviene a Siena, per regolamento era già stato declassato all’ultimo posto della carriera.Buon terzo Masi, lontani anni luce nell’ordine sono giunti Merlara e Saletto.

Casale riporta dunque a casa il prezioso drappo e lo fa nell’anno del cambio della guardia del suo comitato palio, visto che i cinque precedenti li aveva conquistati con la gestione di Giorgio Ortolan, uno dei padri fondatori del palio. Il sindaco Renato Modenese non sta in sè dalla gioia, forse anche lui dopo aver visto la stellare rimonta di Montagnana in semifinale, proprio ai danni di Chiti, non s’era fatto illusioni sull’esito della finale. Lo strapotere di Lazzarotto nella prima batteria era stato persino irridente, visto che il fantino di Ponso era partito con l’handicap di un grave ritardo, riuscendo a rimontare uno alla volta tutti gli avversari, per vincere con un’enormità di vantaggio. «Incredibile - dice Modenese, quasi sbigottito - visto che roba? Festeggeremo, certo, ma non strappatemi promessi su come lo faremo».

Per la cronaca la seconda batteria era stata vinta da Masi con una grande progressione su
Merlara, mentre Urbana, partita di slancio aveva perso anche il terzo posto al fotofinish a vantaggio di Saletto.

Deludente Giovanni Crema, il suo cavallo non aveva i numeri per competere e per Megliadino San Vitale, che come Saletto non ha mai vinto un palio, il digiuno continua.

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