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Galliera, Clelia Sgarbossa è morta
dopo lo schianto sulla tangenziale

Aveva 46 anni ed era stata coinvolta in un incidente in moto domenica a Padova Est: era su una moto Honda guidata dal fidanzato che si è scontrata con un'auto. Viveva a Galliera Veneta: il pm ha disposto l'esame esterno del corpo prima di autorizzarne i funerali

SAN MARTINO DI LUPARI. Non ce l'ha fatta. Clelia Sgarbossa, 46 anni, è morta nella notte di domenica. La sua vita era appesa a un filo dopo l'incidente tra la Honda condotta dal suo fidanzato, Angiolino Scapin, e la Fiat Bravo di tre amici macedoni. «Quando Angiolino è rovinato sull'asfalto non ha perso i sensi - racconta un fratello - Aveva subito la frattura al bacino e a un femore, ma ha immediatamente, quasi d'istinto, iniziato a urlare, a cercare Clelia. Non riusciva a vederla, era troppo distante». Un volo di diversi metri.

La coppia si trovava a Padova Est, stavano procedendo da Corso Irlanda verso Corso Argentina, quando all'improvviso - erano le 14.30 - la carreggiata è stata invasa dalla Fiat Bravo che, appena uscita dal casello di Padova Est, si stava immettendo in tangenziale. Forse un errore umano (una distanza calcolata male), forse un'imprudenza. Lo schianto è stato inevitabile. La moto ha colpito l'auto lateralmente, a sinistra, all'altezza della ruota posteriore. Sul posto i medici del Suem: Clelia è stata intubata, si è tentato l'impossibile, ma non è bastato. Viveva in via Postumia, al confine tra Galliera Veneta e San Martino di Lupari.

Era stato proprio il paese di Galliera a darle i natali e a vederla crescere; in via Maglio vivono ancora i suoi genitori, Maria e Romano. Era legata alla comunità di origine, in particolare al parroco, don Ferruccio, al quale si era affidata nei passaggi più delicati della sua vita. «Quando oramai si stava per chiudere il rapporto con il marito Fausto Zanon - racconta il sacerdote - Clelia venne da me e mi comunicò la fine del suo matrimonio. La ascoltai, aveva una grande ferita dentro». Dalla relazione con Zanon erano nati due figli, un maschio e una femmina. Dopo tante sofferenze, la donna - che svolgeva qualche lavoretto domestico di pulizia nelle case - aveva trovato una nuova serenità nell'incontro con Angiolino Scapin, 49 anni, anche lui di Galliera, tre figli, un matrimonio concluso alle spalle. Avevano preso i cocci dei loro percorsi, ed erano all'inizio della costruzione di qualcosa di bello, felice.

«Dopo l'incidente - fa sapere don Ferruccio - ho parlato con Fausto». La data del funerale deve ancora essere fissata, l'iter della giustizia deve compiere il suo corso; il pubblico ministero Federica Baccaglini non ha disposto l'autopsia sul corpo di Clelia Sgarbossa, ma la sola ricognizione esterna che verrà effettuata dal dottor Matteo Corradin, dell'Istituto di Medicina legale dell'Università di Padova. Si cercherà così di raccogliere ulteriori dettagli che permettano di far luce
sulla vicenda. Questa la prassi; il funerale potrebbe essere celebrato domani nella chiesa di Galliera Veneta. Intanto, questa mattina, Angiolino Scapin verrà sottoposto a un intervento chirurgico per ricomporre le fratture patite al bacino e al femore. L'uomo non ha mai corso pericolo di vita.

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