Menu

Protestano alla sagra di Sant'Elena
i calciatori cacciati da don Domenico

Il parroco conferma l'esclusione della squadra di calcio dal campo parrocchiale per "troppe bestemmie". Ora la squadra gli promette un'«indimenticabile» ultima serata alla tradizionale festa del paese

SANT'ELENA. La decisione è irremovibile e quindi la protesta è confermata. Mercoledì, nella serata finale della sagra, i giocatori del Calcio Sant'Elena 1996 metteranno in scena una protesta plateale. Sfrattati dal campo parrocchiale perché non rispettosi dell'etica cristiana, esporranno un lungo striscione contro la decisione di don Domenico Zaggia. «Il parroco si è lasciato consigliare in maniera fraudolenta da persone a lui vicine - torna alla carica Orfeo Dargenio, presidente della società - che certamente non amano lo sport e in particolare la nostra associazione. Aveva certamente tutto il diritto di non rinnovarci l'uso del campo sportivo, ma dal momento che questo avveniva con il suo consenso da oltre 15 anni, sarebbe stata buona regola di civiltà l'aver comunicato la decisione in tempo debito e non dopo che abbiamo sostenuto le spese per l'iscrizione al campionato. E, peraltro, solo attraverso voci di corridoio».

Consapevoli che ormai la decisione è presa, e approfittando del clamore suscitato dalla questione (ieri è finita in tutti i tg nazionali) i dirigenti del Calcio Sant'Elena 1996 ora si rivolgono al Comune: «L'amministrazione comunale può convincere il parroco a concederci almeno per quest'anno l'uso del campo di calcio, in attesa che l'amministrazione possa realizzare un campo di calcio comunale alternativo a quello parrocchiale». Il terreno, a dire della società, è già disponibile. «Il campo c'è, ma mancano i soldi - mette in chiaro Bruno Garavello, assessore comunale allo sport - Basti pensare che per esigenze di bilancio abbiamo tagliato i contributi alle associazioni del 30 per cento, e lo stesso taglio è toccato ai compensi degli amministratori. Lo dico con il cuore in mano, perché io ho sempre cercato di fare il possibile affinché in paese fosse svolta ogni attività».

L'area indicata da Dargenio ha inoltre un indirizzo residenziale, «e cambiare il prg non è un passaggio da poco». Chiude Garavello: «Abbiamo incontrato don Domenico già tre volte, ma l'idea resta la stessa. Non voglio prendere le parti di nessuno, ma forse il comportamento di certe persone non è sempre stato il massimo della correttezza. Protestare è un diritto di tutti, però invito a non fare sceneggiate clamorose».

Intanto ieri mattina, al termine della messa domenicale, don Domenico Zaggia è ritornato sulla questione ribadendo le proprie
motivazioni. Ha sottolineato la presenza di un cantiere che ostacola la normale attività sportiva, spiegando tuttavia che d'ora in poi il campo parrocchiale potrà ospitare solo quelle attività che rientrano nel progetto formativo e di crescita umana che deve essere proprio di ogni parrocchia.

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro