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Condomini sempre sott’acqua, la protesta dei residenti

Si contano i danni dopo il nubifragio che ha colpito Cadoneghe e Vigodarzere. In molti sono ancora alle prese con gli allagamenti. Infiltrazioni anche in alcune scuole ed edifici pubblici dei due comuni. Sarà chiesto lo stato di calamità

VIGODARZERE. I Comuni di Cadoneghe e Vigodarzere hanno chiesto alla Regione lo stato di calamità che, se sarà accolto, permetterà di avviare le richieste di risarcimento per le decine di persone che hanno subito i danni in conseguenza del terribile acquazzone di giovedì. La segreteria comunale di Vigodarzere ha ricevuto nella sola mattinata di ieri almeno 20 segnalazioni di danni a case e ditte nelle vie Manzoni, Battisti, Roma e Ca’ Zusto. I danni nei due Comuni sono ancora in via di quantificazione: scarsi, comunque, quelli a Cadoneghe, dove si sono staccati solo alcuni pannelli dei controsoffitti nella cucina della materna Girasole e nell’aula magna alla media Don Milani (in entrambi i casi non era presente nessun bimbo).

Numerose, invece, le infiltrazioni negli stabili comunali di Vigodarzere: all’elementare Don Bosco (allagate più aule al pianterreno, la palestra e la mensa), alla Marconi di Saletto (infiltrazioni in sala Fellini e nei locali al pian terreno), all’asilo nido e nella sala civica La Brenta in piazza Bachelet.

Il Comune ha inoltre avviato degli accertamenti per verificare se alcuni casi di allagamenti siano stati prodotti da cattive condotte tecniche delle imprese che stanno lavorando nelle zone colpite. Sarà verificato infine il comportamento delle società di gestione in merito al cattivo funzionamento delle pompe. Anche i cittadini ieri erano al lavoro per pulire case e garage e contare i danni, che in alcuni casi, forse, si sarebbero potuti evitare. In via Bragni 4/A a Cadoneghe e in via Ca’ Pisani 35 a Vigodarzere alla disperazione si è unita la rabbia, perché da mesi avevano segnalato ai rispettivi Comuni i problemi.

«Quattro auto sono rimaste intrappolate dentro ai nostri garage interrati - raccontano le signore Minotto, Quaggiotto e Trento - senza contare biciclette, frigoriferi pieni di cibo, mobili e scarpe». L’acqua sporca è entrata fin dentro agli appartamenti al pianterreno. «Per ore non ci ha aiutato nessuno, finché siamo andati a prendere i sacchi dalla protezione civile di Camposampiero, mentre i vigili del fuoco per ore non sapevano dove buttare l’acqua, perché dal parco e dalla strada ritornava dentro i garage. Abbiamo chiesto che chiudessero per qualche minuto la regionale del Santo, qui vicino, per gettare l’acqua nel Muson, ma hanno detto che non si poteva. E noi abbiamo perso le auto nuove e il resto. In tre anni che abitiamo qui siamo andato sott’acqua sei volte».

In via Ca’ Pisani 35 a Vigodarzere la scena è analoga: l’acqua ha riempito i garage e il piano interrato dell’appartamento
di Andrea Viola, per la terza volta in tre mesi. I condomini ieri sono andati all’ufficio tecnico, che era chiuso. «Le pompe sono rotte ed inservibili - spiega Rachele Barca - e il Comune lo sapeva, come sapeva da ottobre del 2009 che i tubi di scarico erano rotti» aggiunge Andrea Baesso.

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