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IL CASO SUI COLLI EUGANEI
"Il pitone di per sé è innocuo
Ma se viene toccato usa i suoi 120 denti"

Il rettile probabilmente è stato abbandonato. L’erpetologo: "Non è velenoso, ma c’è il rischio che morda"

TEOLO. Vedere strisciare un enorme serpente giallo chiaro, un pitone albino indonesiano lungo tre metri e mezzo, non succede tutti i giorni, ma se vi dovesse capitare non avvicinatevi, non tentate di prenderlo o rincorrerlo. E’ innocuo ma potrebbe spaventarsi e allora, per difendersi, potrebbe mordervi con i suoi 120 denti lunghi fino a un centimetro, un morso che può fare veramente male.

«Seguite attentamente le istruzioni degli esperti - esordisce il sindaco Lino Ravazzolo - informando i vigili o rivolgendovi al settore veterinario dell’Usl. Mi chiedo comunque cosa ci faccia un pitone nei nostri Colli e chi possa aver perso o abbandonato un simile esemplare? Non bastavano i cinghiali, ora ci si mettono gli animali esotici a creare confusione, speriamo che si tengano a distanza tra loro e ci lascino vivere in pace».
Il ritrovamento della pelle di pitone nel parcheggio di un ristorante di Castelnuovo ha creato un certo allarme tra la popolazione e le telefonate sono iniziate già in mattinata a giungere allo studio dell’erpetologo Mauro Ghidotti, noto esperto del settore.

«Questo tipo di animale di per sè non è pericoloso e non aggredisce le persone a meno che non venga spaventato o si cerchi di catturarlo con un bastone - afferma - Di sua natura non teme il freddo e mangia pochissimo, si nutre di topi, lepri, fagiani e cuccioli di volpi. Dopo la muta può stare anche due mesi senza cibo. Se trova una tana di tasso o di volpe abbandonata, vi trova rifugio e può svernare tranquillamente ripresentandosi in primavera. Percorre lunghi tratti e ama salire sugli alberi o nascondersi nel cavo degli stessi. Se qualcuno dovesse avvistarlo è bene che allerti subito i carabinieri, i vigili del fuoco o la polizia municipale. Identificare oggi il proprietario è un’impresa difficile - continua - in quanto non esiste l’obbligo di denunciarne il possesso e nemmeno un’anagrafe ufficiale con tanto di microcip. Un passo che le autorità competenti prima o poi dovranno intraprendere».

Dello stesso parere il comandante della polizia provinciale Adriano Scapolo che commenta: «Riceviamo almeno 2300 segnalazioni all’anno per recupero di animali e richieste di intervento varie. Solo dall’inizio di quest’anno ad oggi, sono giunte 1209 chiamate. Il mese scorso abbiamo recuperato a Campo San Martino un pitone di un metro e mezzo, ben più piccolo di questo, identificando assieme al Corpo forestale dello stato il proprietario, che è stato sanzionato».

La dottoressa Daniela Famiglietti, funzionario responsabile del Cites regionale afferma: «Teniamo costantemente monitorato il territorio e nel caso di richieste del genere siamo pronti ad intervenire. Importante in queste situazioni è che le persone segnalino un avvistamento quando sono realmente certe che si tratti di un esemplare che potrebbe essere pericoloso e, soprattutto, che non cerchino di prenderlo da soli. Una buona dose di prudenza non guasta mai».

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