Rapinati in Abruzzo: «Trattati come bestie
Senz'acqua, né cibo e cacciati dall'hotel»

    di Elvira Scigliano PADOVA. Una vacanza che non dimenticheranno tanto facilmente. Doveva essere una settimana di puro relax, conquistata spicciolo dopo spicciolo messo via fin dall'inverno. Si è trasformato in un incubo lungo 24 ore. Gli anziani di Padova e Rovigo, tra i 60 e gli 80 anni, sono tornati in città ieri mattina con le ossa rotte, tanta stanchezza e solo la rabbia a farli reagire.
    Increduli rispetto alla rapina subita da Carla Surian, la responsabile del viaggio, pronti all'azione legale per recuperare i mille euro di quota a testa e choccati dalla durezza del direttore dell'Hotel President di Silvi Marina. «Ci hanno cacciati - riferisce la signora Antonia Pagano, portavoce del gruppo - nonostante fossimo anziani, stanchi, affamati e disidratati. E' una vergogna inaudita. Una volta in albergo siamo stati messi alla porta, nonostante avessimo già pagato l'acconto in due bonifici da 3 e 6 mila euro: quello di 3 mila euro era già stato incassato dall'albergo, l'altro era un'operazione in transito. Nonostante tutto hanno preteso che pagassimo due volte. Il punto è che il direttore dell'albergo ha ammesso di non fidarsi della signora Carla. Quindi non ha nemmeno ritenuto opportuno rifocillarci e offrirci la notte. Gli unici ad occuparsi di noi sono stati i poliziotti di Porto San Giorgio: ci hanno dato da bere e messo a disposizione i bagni». Alcuni anziani hanno rischiato la salute. Il signor Vittorio Battistini, da tempo alle prese con una dolorosa ernia, ha temuto che si aggravasse e di restare bloccato: «Ho avuto paura di finire al pronto soccorso - rivela - tutte quelle ore di viaggio e in piedi mi hanno distrutto. Ero terrorizzato di lasciare da sola mia moglie». Il suo compagno di viaggio Michele Sannicandro, malato di diabete, arrivato fino a sera senza mangiare «ha dovuto ingoiare una bustina di zucchero per non svenire - riferisce la moglie - Non chiedevamo una cena succulenta, bastava una minestrina. Solo una coppia con un bimbo, che venivano da Avellino, ci hanno comprato dei panini e dell'acqua. Fosse stato per il direttore d'albergo potevamo rimanere in strada. Per risparmiare i soldi della vacanza abbiamo racimolato tutto l'anno, pagando in tutto tre rate, come facevamo ad avere altri mille euro a testa per pagare due volte?».
    E sì che «quasi tutti abbiamo chiuso i conti a metà giugno - lamenta la signora Agnese, vittima con il marito Pierfrancesco Roccato - Non capiamo perché la signora Carla abbia scelto di portarsi dietro tutti quei soldi in contanti. Del resto che ne sappiamo di cosa avesse in borsa, nessuno di noi ha visto nulla. Il direttore dell'albergo, dal canto suo, ha dato prova di disumanità. Sei di noi sono rimasti a Silvi. Per loro hanno garantito i figli».
    06 luglio 2010
    Casa di Vita

    Il menu a tutto calcio

    Altri contenuti di Veneto

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro

    Leggi gratis per una settimana oltre 100 ebook

     PUBBLICITÀ