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E’ iniziata l’estate, provincia allagata
Piogge torrenziali e colture a rischio

L'ondata di maltempo nel Padovano. Coldiretti, Confagricoltura e amministratori fanno la conta dei danni: perso il raccolto di duemila ettari

PADOVA. Oggi è il primo giorno d’estate. Ma ieri abbiamo battuto i denti. Freddo e pioggia si sono alleati formando un «unicum atmosferico» che ha comportato nel Padovano un abbassamento della temperatura massina di 15 gradi rispetto ai valori stagionali medi di norma.

Ieri gli strali del maltempo hanno colpito Conche di Codevigo, dove una ventina di famiglie lamentano case allagate e disagi a non finire. I vigili del fuoco hanno lavorato alacremente lungo l’argine del canale Nuovissimo, aspirando acqua a non finire utilizzando due idrovore «J 200 e J 1500» in dotazione, sigle che stanno ad indicare le diverse bocche di aspirazione.

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I dati forniti dal dottor Franco Zarotin, del Centro meteorologico dell’Arpa appaiono eloquenti. «Le zone più colpite in quest’ultimo weekend perturbato sono state soprattutto Agna, Arre e Bagnoli di Sopra (frazione di San Siro) nella giornata di sabato e Conche di Codevigo in quella di domenica. In quest’ultima frazione sono caduti qualcosa come 110 millimetri di acqua, contro i 70 caduti sabato scorso a Teolo e i 60 di Agna e della Bassa».
Pur con una differenza sostanziale che Zarotin non manca di sottolineare: «Mentre sabato le precipitazioni sono risultate brevi ma intense, la durata di quelle domenicali è stata invece più prolungata, senza però mai raggiungere la consistenza del giorno precedente. E’ un fatto normale che a giugno piova. Non è invece normale che la pioggia cada per due-tre giorni di seguito», conclude il funzionario dell’Arpav pronto a segnalare un’altra anomalia di stagione: nevicate sopra i 1500 metri. Al Passo Rolle sono caduti 15 centimetri di neve.

In città non si è registrata alcuna situazione d’emergenza, anche perché la pioggia non ha mai raggiunto intensità e durata dell’acquazzone di tipo tropicale che un mese fa ha messa in ginocchio. Si è trattato comunque di un test importante per mettere a prova la resistenza della rete fognaria cittadina. Non sono mancati segnali d’allerta. Quando l’acqua assumeva una certa consistenza, si formavano attorno ai tombini intasati piccoli ma significativi laghetti. Ciò è avvenuto in via Forcellini, dove già da alcuni giorni il comune aveva collocato diversi sacchi di sabbia nelle zone più a rischio. Così pure a Mortise, Terranegra e in alcuni punti del centro storico, come il Ghetto e via Cesarotti. Un fulmine, poi, si è abbattuto ieri sera su un’abitazione di via Selva, all’Arcella, mandando in tilt la corrente.

Intanto Confagricoltura di Padova ha diramato un comunicato per ribadire che «il maltempo ha danneggiato 2 mila ettari di coltivazioni e provocato un disastro stimato dal 70 al 100% per ortaggi, grano, mais e produzioni vitivinicole». A ribadirlo è il presidente Giovanni Pozzo. Segnalerà alla Regione i territori interessati agli allagamenti perché «attivi gli interventi del fondo di solidarietà nazionale».

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