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Cinque banditi gli svuotano il negozio
li fronteggia ed è preso a sprangate

Con un tombino hanno sfondato la vetrina del suo negozio a Marsango di Campo San Martino, lui è sceso

in strada a fronteggiarli ed è stato ferito a sprangate in testa. La brutta avventura di Oscar Rampazzo, 35 anni, si è conclusa con una ventina di punti di sutura e tanta paura. Ma il commerciante assicura: "Sarei pronto a rifarlo, anche con più violenza. Sono periodi difficili, non si dorme più"
CAMPO SAN MARTINO. Gli hanno sfondato il negozio, lui è sceso in strada, ha tolto le chiavi da una delle auto della banda. S’è preso una spranga in testa: sangue e una ventina di punti di sutura. Violenza e criminalità, ieri a Marsango: Oscar Rampazzo, 35 anni, ha difeso con le unghie e coi denti il suo store di abbigliamento Inside in piazza San Marco.

La spaccata.
«Erano le 4 di notte - racconta - Dormivo. Abito a un centinaio di metri dal negozio che gestisco con mio fratello Maurizio. Ho sentito un botto, mi sono alzato, sono corso fuori: l’allarme suonava, erano entrati i ladri. Cinque, su 2 auto. Con il coperchio di un tombino in ghisa avevano mandato in frantumi una delle vetrate che si affacciano su via Busiago».

La reazione. «Non ci ho più visto: com’ero sono uscito di casa e ho raggiunto i banditi. Tre si erano già allontanati su un’Alfa 145, aspettavano gli altri due al semaforo del centro. Mi sono trovato faccia a faccia con uno di loro: appena mi ha visto ha iniziato a bersagliarmi coi sassi che prendeva dall’abitacolo della loro Fiat Stilo». L’avevano rubata a Villa del Conte. «Sono riuscito a schivare tutte le pietre. Era coperto in viso con un passamontagna di colore chiaro, alto un metro e ottanta, ben piazzato. Non ha detto una parola, non sono in grado di dire se fosse italiano o straniero».

Corpo a corpo.
«Siamo venuti alle mani: pugni, calci e ginocchiate, decine di colpi. È caduto a terra. Mio papà Renato, che ha 63 anni ed è in pensione, è corso in mio aiuto. Mi sono precipitato verso l’auto, dove c’era il complice al volante. Volevo sfilare le chiavi dal cruscotto: non volevo fuggisse, dentro alla Stilo c’erano diversi capi di abbigliamento appena rubati. Alla fine ci sono riuscito. Nel frattempo i vicini, svegliati dalle grida, avevano contattato i carabinieri».

L’aggressione. «Con le chiavi in mano ho raggiunto mio papà - prosegue il negoziante - ma mentre camminavo sono stato colpito alla testa dal ladro che avevo affrontato per primo: aveva recuperato il montante della vetrata appena distrutta, un pezzo lungo quasi 3 metri». La verga era stata usata per colpire il padre, Rampazzo è stato centrato alla testa. «Non sono caduto, ma avevo il viso coperto di sangue; i ladri sono scappati sull’altra macchina, verso Arsego». Questione di attimi e sul posto sono intervenuti i carabinieri del Radiomobile di Cittadella, con il capitano della compagnia Marco Stabile.

I soccorsi.
Rampazzo è stato accompagnato al pronto soccorso di Cittadella: il colpo gli ha procurato un taglio di 13 centimetri alla testa; all’ospedale è stato suturato con 14 punti esterni e 5 interni, 20 i giorni di prognosi. Ma ieri pomeriggio era già al lavoro.
Pronto a rifarlo. L’Inside vende capi griffati: Gaudì, Guess e Danny Rose. «All’appello manca una ventina di pantaloni. È la quinta volta in dieci anni che subiamo un furto, l’ultima volta un anno fa». A mente fredda, rifarebbe tutto? «Sì, anche con più violenza. Non ci ho pensato, una reazione d’istinto, per proteggere il mio lavoro. Sono periodi difficili, non è accettabile che qualcuno arrivi a rovinare il sacrificio quotidiano. Non si dorme più bene, non ci si fida più di nessuno. Non volevo far loro del male, solo fermarli, non capisco la ragione di tutta questa violenza». Sospetti? «Nessuno». Le riprese del sistema di videosorveglianza ora dovrebbero aiutare i carabinieri nelle loro indagini.

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