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MONSELICE
Gli ambientalisti: il Parco Colli sfratta
i cementifici per dire sì al "revamping"

I più sono prudenti nel commentare l'annuncio

dell'accordo di programma per la delocalizzazione delle aziende al di fuori dell'area protetta. Anche i sindacati rinviano ogni presa di posizione. Ma Francesco Miazzi (lista Nuova Monselice) non ha dubbi: è lo "zuccherino" per far passare intanto il progetto di ristrutturazione di Italcementi
MONSELICE. I più rimangono alla finestra, prudenti nel commentare il colpo di scena sfoderato ieri dal Parco Colli Euganei: accordo di programma per la delocalizzazione delle cementerie. Preferiscono aspettare a commentare i rappresentanti sindacali, che si riuniranno nei prossimi giorni con le Rsu degli stabilimenti per fare il punto. Dal Consiglio comunale si leva l’analisi critica di Francesco Miazzi (Nuova Monselice), che vede nella svolta del Parco lo «zuccherino» per far passare il revamping Italcementi. Mentre Lucio Perin (Veneto Libero) si spende a favore del revamping. E da Baone arriva il primo sì alla mozione comune dei 27 sindaci contrari.

«C’è voluto un documento critico sulla procedura e sulla ristrutturazione proposta da Italcementi, sottoscritto praticamente da tutti i sindaci, per convincere la presidente del Parco a dare un segno di vita», è lo sferzante commento di Miazzi. E continua: «Lì per lì viene da dire “finalmente!”. Poi si legge tra le righe, si affianca questa presa di posizione alla nuova esternazione del sindaco di Monselice, Francesco Lunghi, ed emerge il vero obiettivo: l’accordo di programma per la dismissione delle cementerie è messo sullo sfondo per dare un contentino agli oppositori del progetto, uno zuccherino per far ingoiare a tutti la pillola del revamping. Si vorrebbero fissare altri 20-30 anni di attività per i cementifici, in cambio della concessione alla ristrutturazione Italcementi, il tutto condito da una torre un pochino meno alta, da “paletti”, “condizioni”, “rassicurazioni” che lasciano il tempo che trovano, tanto le industrie di questo tipo gli impegni raramente li mantengono e fra trent'anni, chissà chi ci sarà di questi a esigerne il rispetto. Noi restiamo dell’opinione che i tempi delle furberie politiche siano finiti e che l’iter per l’accordo di programma debba partire subito, finalizzato però a determinare una concreta alternativa al revamping e ai progetti di trasformare i cementifici in inceneritori di rifiuti».

Di tenore opposto l’intervento di Perin. «La questione revamping è troppo strumentalizzata e utilizzata da tanti come slogan, senza tener conto del danno che ciò può causare a tante famiglie - accusa -. Da tutto il trambusto, sparisce il fatto che questo revamping garantisce un miglioramento per la salute e posti di lavoro». Assurda, per Perin, la proposta di «Monselice Due» al posto del cementificio. Perin detta poi le sue condizioni al revamping: «Tra 20 anni l’Italcementi si impegni per lo smantellamento dell’impianto, magari con un parco al suo posto. Dev’essere diminuita l’altezza della torre, per me a 80 metri, e si può lanciare una gara di idee su come abbellirla. L’autorizzazione al revamping dovrà portare anche alla
revisione delle regole assurde che vigono all’interno del Parco e che penalizzano chi vi abita». Intanto l’altra sera il Consiglio comunale di Baone ha approvato, per primo, la mozione dei sindaci con le osservazioni contrarie al progetto di revamping. Unanimità, con i voti anche di Lega e Pdl.

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