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LA TRAGEDIA A BRUGINE
I capi scout e le catechiste
"La morte di Filippo ci ha travolti"

Federica, Martina, Davide e Fosco ricordano il

ragazzino di 13 anni morto nell'auto della fidanzata del fratello che si è schiantata nel fosso: "Era stato lupetto e poi era diventatao esploratore... Partecipava sempre con entusiasmo. Siamo rimasti senza fiato". Luciana e Carla: "Un dolore immenso. Ai familiari offriamo tutto il nostro sostegno"
PIOVE DI SACCO. «La notizia della morte di Filippo ci ha travolti, non riusciamo a farcene una ragione»: nelle parole di Federica Zilio, una delle responsabili del gruppo scout del tredicenne di Brugine morto nell’incidente di sabato, lo choc di amici e compagni di giochi del ragazzo.

«Filippo era diventato esploratore dopo aver fatto l’esperienza da lupetto - ricordano Federica e gli altri capi Martina Acazi, Davide Sartori e Fosco Tonetto - Teneva molto agli scout e partecipava sempre con entusiasmo a tutte le attività. Come ieri, quando ci siamo ritrovati nella piazza del Duomo a Piove con gli altri scout e i giovani dell’Acr per la Missione cittadina. Abbiamo trascorso il pomeriggio e preparare cartelloni, disegnando con le mani. Filippo si è divertito tantissimo, come sempre. Era spensierato e sorridente, così lo ricordiamo. L’abbiamo salutato quando è venuto a prenderlo il fratello. E poco dopo abbiamo saputo dell’incidente. Ci siamo sentiti in serata fra noi e anche oggi. Vorremmo trovare il modo per stare vicini alla famiglia, ma è difficile persino trovare parole che non suonino vuote in questo momento. E’ un evento che ci ha travolto e ci lascia senza fiato».

Filippo è stato ricordato da don Giorgio De Checchi durante le messe: «La comunità lo conosceva bene, perché ha seguito qui la catechesi, l’anno scorso ha fatto la cresima, anche la famiglia frequentava la parrocchia. La mamma è stata anche una catechista. Ci siamo stretti in preghiera per i familiari. Ci sono stati momenti di grande commozione quando abbiamo ricordato la sua vivacità, l’esuberanza che lo rendeva simpatico a tutti. Ora dobbiamo trovare il modo per essere vicini alla famiglia».

Il sacerdote è stato da Ivano Mengardo e dalla moglie Francesca subito dopo l’incidente: li ha raggiunti all’ospedale, al capezzale del figlio Gianluca. Ieri pomeriggio è tornato a trovarli nella casa di Brugine.

Davanti alla chiesa di Sant’Anna in tanti ieri mattina ricordavano Filippo e la tragedia.
Luciana Rubin e Carla Nizzardo sono state catechiste di Filippo: «Un dolore immenso, non doveva succedere a un ragazzino così bravo. Lo ricordiamo con tanto affetto e ai familiari offriamo tutto il nostro sostegno». Questa sera e fino al giorno del funerale, la veglia di preghiera in chiesa.

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