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LA TRAGEDIA A BRUGINE
Gianluca ora sa che Filippo è morto
A Laura non l'hanno ancora detto

Valentina la sorella

maggiore del ragazzino boy-scout: "Siamo disperati, non riusciamo a dire niente di più. Gianluca e Laura non ricordano nulla di quello che è successo, di come sia avvenuto l’incidente. Mamma e papà non ce la fanno a dire niente, sono troppo provati; hanno solo bisogno di stare tranquilli"
BRUGINE. La disperazione in cui è piombata la famiglia di Filippo Mengardo, il tredicenne che ha perso la vita sabato pomeriggio nell’incidente stradale avvenuto in via San Rocco a Piove, avvolge l’abitazione di via Ospitale. Mamma Francesca Martin e papà Ivano sono chiusi nel loro dolore, con loro la figlia Valentina, la maggiore. Gianluca, che a marzo ha compiuto 19 anni, è sempre ricoverato all’ospedale di Piove.

Ha una gamba fratturata. Ha saputo soltanto ieri pomeriggio che nel terribile incidente in cui sono stati coinvolti lui, la sua fidanzata Laura Giacometti e il fratellino tredicenne, quest’ultimo ha perso la vita. Valentina Mengardo, si stringe le braccia al petto, quasi a proteggersi dalla sofferenza che l’attanaglia per la perdita di Filippo, sulla soglia di casa ha poche parole che riesce appena a sussurrare: «Siamo disperati, non riusciamo a dire niente di più. Gianluca e Laura non ricordano nulla di quello che è successo, di come sia avvenuto l’incidente. Mamma e papà non ce la fanno a dire niente, sono troppo provati; hanno solo bisogno di stare tranquilli».

Mentre parla, con un filo di voce, nel cortile di casa è un via vai continuo di persone. Parenti e amici che si uniscono al cordoglio della famiglia, che cercano di portare un po’ di conforto. Volti scuri e sguardi bassi, lunghi sospiri, come a prendere coraggio, prima di entrare in casa. Sanno che si troveranno faccia a faccia con la disperazione, quella del papà e della mamma di Filippo.

«E’ un dolore immenso, una perdita grande - ha dichiarato una zia del tredicenne - era un ragazzino stupendo, bello e bravo. Siamo tutti distrutti, i genitori sono a pezzi, è una tragedia. Doveva andarlo a prendere il papà a Piove di Sacco ieri pomeriggio, invece ha chiesto a Gianluca, come del resto era successo tante altre volte. Chi poteva immaginare il terribile disegno del destino».

Sul luogo dell’incidente ieri mattina c’erano ancora i pochi rottami persi dalla Volkswagen Polo che si è schiantata contro la spalla di un ponticello dopo aver sbandato e tagliato la carreggiata a sinistra. Una sterzata improvvisa, che non ha lasciato alcun segno di frenata sull’asfalto. Vetri rotti, pezzi di plastica, l’erba del fosso schiacciata dove è piombata l’auto dopo essersi ribaltata. E’ stato lo stesso Ivano Mengardo ad arrivare subito dopo lo schianto. Erano appena arrivati anche i vigili del fuoco che stavano estraendo i corpi del tre giovani dall’abitacolo deformato della vettura.

Gianluca e Laura erano seduti davanti, lei al posto di guida. Erano vivi, coscienti. Le condizioni della ragazza erano apparse subito più gravi ed è stata trasportata all’ospedale di Padova con l’elicottero del Suem. Ha un polmone perforato e non le hanno ancora detto che Filippo è morto per evitarle lo choc. Gianluca è stato portato nel vicino ospedale di Piove di Sacco con l’ambulanza.

Invece il corpo esanime
di Filippo, morto sul colpo, è stato adagiato sull’erba. I medici hanno anche tentato di rianimarlo, ma ogni sforzo si è rivelato inutile. Il papà è scoppiato in un pianto disperato e si è seduto accanto al corpo del figlio per abbracciarlo. Filippo indossava ancora la sua divisa da boy-scout.

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