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Pizzaiolo dell’Arcella batte i maestri napoletani e vince il titolo mondiale

Gianni Calaon al campionato di Salsomaggiore ha presentato la sua «Nicoletta», dedicata alla moglie, a base di salmone, capesante al prosecco e mozzarella di bufala. «Ho coronato un sogno». E' titolare di una pizzeria per asporto in via Tiziano Aspetti a Padova

PADOVA. Ma chi l’ha detto che le pizze più buone sono sempre quelle preparate dai maestri napoletani? Tra tanti veterani della specialità tricolore, il campionato mondiale di pizza ha incoronato un giovane padovano, Gianni Calaon, nativo di Sant’Elena d’Este e titolare di una pizzeria per asporto all’Arcella, in via Tiziano Aspetti. Per i giurati di Salsomaggiore Terme è lui il "number one".

Calaon si è aggiudicato il titolo iridato, nel settore classico della manifestazione, proponendo nella finalissima la pizza «Nicoletta», dedicata alla moglie che gli ha dato un bel bambino, Stefano di quattro anni. Per confezionarla, oltre alla mozzarella di latte vaccino, ha utilizzato perlopiù ingredienti made in Veneto: crema di zucchine e salmone, gamberoni e capesante saltate con il prosecco di Valdobiaddene, melone e mousse di ricotta di bufala. Non si tratta del primo riconoscimento, per il padovano. Anni fa si aggiudicò un premio europeo e, nel gennaio scorso, è arrivato terzo nella sfida internazionale di pizza organizzata durante Tecnobar and Food alla Fiera. E’ balzato agli onori della cronaca anche per aver affisso un cartello provocatorio sulla vetrina del suo negozio, affermando che una buona pizza non può essere preparata da mani straniere; e per dimostrarlo, sfidò in pubblico il pizzaiolo arabo che tuttora gestisce il locale sotto i portici di piazza Petrarca.

La notizia del successo di Calaon ha destato grande soddisfazione tra gli addetti ai lavori della ristorazione padovana anche perché un titolo del genere non arrivava nella città del Santo dai tempi in cui il titolo di pizza acrobatica fu conquistato a Los Angeles (era l’inizio degli anni ’90) dal padovano di Cadoneghe Silvio Poletto.

«Ho coronato il più bel sogno della mia vita, lo inseguivo fin da quando gestivo una birreria nella Bassa», confessa Gianni
Calaon «il settore pizza classica è quello più difficile perché, per sconfiggere tutti i concorrenti, compresi i napoletani, ci vogliono competenza professionale, gusto dei sapori e tanta, tanta passione. In questa sfida mi hanno aiutato molto l’affetto e il sostegno di mia moglie e di mio figlio».

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