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I colleghi e il sindaco ricordano Trevisan
"Ha lavorato per salvare la Lofra"

Il consigliere comunale di Lozzo Atestino trovato morto lungo l'argine a Valbona era tra i dipendenti messi in mobilità in attesa del pensionamento, che sarebbe arrivato fra tre anni

TEOLO. «Antonio per noi giovani lavoratori della Lofra era come un secondo papà. Se l’azienda in questi giorni sta tornando a produrre dopo un anno e mezzo di chiusura, molto merito è suo. Nella trattativa con la cordata iranina, che ha rilevato Lofra, la sua mediazione è stata determinante. E’ una scomparsa che ci lascia esterrefatti». Parla con la voce rotta dalla commozione Mattia Legnaro, collega di Trevisan e giovane rappresentate della Fiom-Cgil nella Rsu della ditta di Treponti che produce cucine a gas.

«La mattina di Pasqua, ignaro dell’accaduto, gli avevo inviato un sms di auguri sul cellulare, mi ha risposto il figlio che mi ha informato della tragedia - aggiunge Legnaro - Come sindacalista di lungo corso Antonio ha sempre fatto l’interesse dei lavoratori. Era una persona molto equilibrata, che ci dava consigli, che c’insegnava come affrontare i problemi in un momento di grande difficoltà, come quello che ha interessato negli ultimi mesi la nostra azienda. E’ stata sua l’idea di coinvolgere le istituzioni nella crisi della Lofra. Ricordo che circa un anno fa siamo andati insieme a trovare il sindaco di Teolo per sollecitarlo a occuparsi da vicino della nostra situazione. Gli abbiamo chiesto di convocare una seduta straordinaria del Consiglio comunale».

Il primo cittadino di Teolo, Lino Ravazzolo, ricorda Antonio Trevisan come una persona di grande buon senso, capace con modestia e umiltà di muoversi con efficacia nelle strategie e nei meccanismi che i vari attori avevano messo in atto per salvare Lofra. «Trevisan è stato uno dei pochi che ha veramente lavorato per il bene dei colleghi e dell’azienda di Treponti - commenta Ravazzolo - Ha saputo far crollare sul nascere ipotesi strane. A volte ha saputo con coraggio andare anche contro quella parte di sindacato che vedeva altre soluzioni possibili. E’ stata una pedina
fondamentale nella complessa trattativa che ha portato l’imprenditore iraniano Reza Salehi a investire 8 milioni di euro e a salvare un centinaio di famiglie».

Antonio Trevisan era tra i dipendenti Lofra messi in mobilità in attesa del pensionamento che sarebbe arrivato fra tre anni.

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