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DOPO LE ELEZIONI
Conte s’inchina a Padrin per 31 voti
Resa dei conti nel Pdl padovano

Il partito in provincia di

Padova elegge due consiglieri regionali: Valdo Ruffato primo con 14.586 preferenze. Sconfitto il pediatra sostenuto da Galan: grande delusione ma accetto il verdetto senza fare ricorso. A Palazzo Ferro-Fini anche Marino Zorzato (era nel listino di Zaia) che però rischia il posto di vicepresidente
PADOVA. La solitudine del numero primo. Dall’altra notte la cifra porta jella per Fabio Conte, candidato Pdl al consiglio regionale, indicato dalla componente Zorzato-Degani, è di sicuro il 31. Trentuno come le preferenze che, dopo una corsa lungo oltre 12 mila preferenze, lo separano da Leonardo Padrin, tornato a Palazzo Ferro Fini per il terzo mandato: 12.338 consensi a Conte, 12.369 per «Leo». In testa alla graduatoria, leader incontrastato nella gara dei consensi personali, figura, con 14.586 preferenze, Clodovaldo Ruffato detto Valdo, che ha potuto contare sull’appoggio del ministro Sacconi, di Vittorio Casarin, di Elisabetta Gardini e di Rocco Bordin (che ieri ha «postato» su Facebook una sua foto sorridente tra Vittorio e Valdo). Mentre resta fuori Conte, visto che il Pdl ha ottenuto nel Padovano solo due seggi. «E’ un risultato - osserva Lorena Milanato, coordinatrice provinciale del Pdl - che non rende giustizia al grande lavoro svolto dai candidati che si sono impegnati senza risparmio. C’è stata una leggera flessione dei consensi del Pdl rispetto alle ultime Provinciali: siamo passati dal 27,5 al 25,7%. La mancata candidatura di Galan ha fatto più danni che altrove». Per fortuna Zorzato e Cortelazzo, inseriti nel listino, compensano le perdite.

La sfida tra Padrin e Conte, accesasi già in campagna elettorale con la versione caricaturale del «Mercante in Fiera», si è sviluppata comune per comune, tratteggiando la mappa di un potere locale che ora però si trova ad affrontare l’avanzata inarrestabile della Lega Nord. Nel capoluogo, dove il Pdl si è attestato al 25,37% (contro il 23,82% delle Comunali 2009), Leo (2325) ha messo in fila Conte (2242), Ruffato (2007) e Zanon (1992). Ad Abano (284) e a Montegrotto (397) Padrin ha ben distanziato gli avversari. A Casalserugo Conte, supportato dal sindaco Elisa Venturini, ha raccolto 334 consensi, lasciando le briciole ai concorrenti. Santa Giustina in Colle, comune che ha dato i natali al duo Vittorio-Valdo, ha scritto ben 957 volte «Ruffato», il quale si è imposto anche a Vigonza (349) e a Vigodarzere (241): qui ha fatto bella figura Raffaele Zanon (161).
Padrin (691) ha risposto a Piove di Sacco, con Conte gettonato 182 volte. L’assessore-pediatra (246) si è rifatti a San Martino di Lupari, dove risiede il suo leader Zorzato: qui Leo ha pescato nel mazzo solo 20 «assi». Va però sottolineato che a San Martino il Pdl, travolto dall’onda leghista (56,96%), è arretrato a un preoccupante 14,43%. Conte ha ottenuto una buona performance pure a Villafranca (130), dove il primo cittadino si chiama Luciano Salvò, e a Polverara, dov’è vicesindaco Olindo Bertipaglia. A Grantorto (190) e a Gazzo (246) si è invece imposto Mazzon.

Conte, che resta nella giunta Degani, accetta il verdetto delle urne. «Mi sono preso un giorno per smaltire la delusione - spiega Conte - ma oggi sarò regolarmente al lavoro come pediatra». La prende con filosofia anche Raffaele Zanon, attestato a 5.216 consensi. «Riprendo il mio ruolo - annuncia - come vicecoordinatore vicario provinciale del Pdl, perché sono convinto che a Padova vi siano molte cose da sistemare e tanti assetti da rivedere. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa aveva detto che si sarebbe mangiato un asino vivo pur di non vedere il sorpasso della lega sul Pdl. Per questo l’ho invitato a mangiare “musso con poenta”, com’è da nostra tradizione». Infine Marco Marin ritiene opportuno che «si celebrino al più presto il congresso cittadino e quello provinciale del Popolo della Libertà».

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