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Antenne fantasma, evaso un milione
La Guardia di Finanza scopre l'imbroglio

Le Fiamme Gialle scoprono 42 impianti alzati infischiandosene del regolamento: ripetitori montati sui tetti delle case o in terreni, per un’evasione di un milione di euro di gettito. I casi più eclatanti in centro storico a Padova

PADOVA. Non solo avevano montato un ripetitore per telefonia mobile sopra le teste dei propri vicini di casa, ma i redditi che quel ripetitore produceva ogni anno non venivano dichiarati. Clamorosa indagine della Guardia di Finanza condotta «sopra la testa dei padovani». Grazie ai protocolli d’intesa stipulati nei mesi scorsi con le amministrazioni comunali, i militari delle Fiamme Gialle hanno scoperto 42 «antenne fantasma». Ovvero ripetitori montati sui tetti delle case di 42 persone (fra ...

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PADOVA. Non solo avevano montato un ripetitore per telefonia mobile sopra le teste dei propri vicini di casa, ma i redditi che quel ripetitore produceva ogni anno non venivano dichiarati. Clamorosa indagine della Guardia di Finanza condotta «sopra la testa dei padovani». Grazie ai protocolli d’intesa stipulati nei mesi scorsi con le amministrazioni comunali, i militari delle Fiamme Gialle hanno scoperto 42 «antenne fantasma». Ovvero ripetitori montati sui tetti delle case di 42 persone (fra le 116 che hanno sottoscritto contratti d’affitto con Tim, Vodafone, Wind o H3G) che hanno concesso spazi alle aziende fregandosene dei regolamenti e in cambio di denaro.

Persone che non hanno dichiarato in totale un milione di euro di guadagno. Di queste, due sono risultate evasori totali. I casi più eclatanti sono stati scovati in centro storico. Il proprietario di un immobile di via Tiso da Camposampiero, per esempio, ha stipulato un contratto con un gestore di telefonia mobile che ha piazzato un ripetitore sopra il tetto pagando per l’affitto 299 mila euro che non sono stati dichiarati. Quando i finanzieri gli hanno contestato la mancata certificazione l’uomo si è giustificato dicendo che si era «dimenticato». Ha detto, invece, che non sapeva che avrebbe dovuto dichiarare sia i soldi sia l’antenna il proprietario della casa in via Cardinal Bessarione che in cambio del suo spazio ha intascato 109 mila euro.

Un’antenna «fantasma» è stata scoperta anche in via Belludi. Ripetitore che ha fruttato al proprietario 72 mila euro. I finanzieri hanno contestato irregolarità, ma solo da un punto di vista prettamente fiscale, anche in via Vasco De Gama, in Corso Vittorio Emanuele II, nella zona dello Stadio Euganeo, nella zona vicino alla Specola, in via Roma, in via Beato Pellegrino, in via Campagnola ed in corso Australia. Le altre «antenne fantasma» sono state scoperte a Campo San Martino (1 ripetitore) Camposampiero (3), Carmignano di Brenta (1), Cartura (3), Cervarese Santa Croce (2), Cittadella (1), Codevigo (3), Conselve (1), Este (1), Fontaniva (1), Grantorto (1), Legnaro (1), Monselice (2), Piove di Sacco (2), Stanghella (1), San Giorgio in Bosco (2), Saonara (1), Tombolo (1), Trebaseleghe (1), Tribano (1), Vigodarzere (1), Villa del Conte (1), Vo (1) e Villa Estense (2).

Di questi (compresi però anche i sei ripetitori di Padova), come detto, due dei proprietari degli immobili sono risultati evasori totali (non avevano dichiarato nulla al Fisco), ben 31 invece hanno violato gli obblighi della dichiarazione. I canoni di locazione delle antenne, infatti, devono per legge essere inseriti nelle dichiarazioni alla voce «redditi diversi». La Finanza, nei mesi scorsi, ha chiesto ai quattro gestori di telefonia mobile di poter visionare l’elenco dei ripetitori istallati sopra gli edifici in tutti i Comuni di Padova e provincia. Una volta consultati, i finanzieri hanno chiesto alle amministrazioni di conoscere i nomi dei proprietari degli edifici. Poi hanno controllato le relative dichiarazioni dei redditi, scoprendo gli evasori.