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Padova, esorcisti affiancati da psichiatri: "Insieme contro le patologie depressive"

Un numero crescente di uomini e donne si rivolge alla Chiesa padovana sostenendo di essere vittima di “influenze maligne”. Il vescovo Antonio Mattiazzo: "Il disagio di vivere è reale". Da qui la decisione di affiancare due psichiatri ai cinque esorcisti della diocesi

PADOVA. E’ un segnale, l’ennesimo, del “disagio di vivere” che i sociologi giudicano sempre più diffuso. Un numero crescente di uomini e donne, molto frastagliato per età e condizione sociale, si rivolge alla Chiesa padovana sostenendo di essere vittima di “influenze maligne”.

A volte sono credenti, altre no. Molti sono convinti che una qualche forma di “possessione diabolica” stia minando la loro esistenza - dal matrimonio al lavoro, dai rapporti sociali al benessere psicofisico - fino a distruggerla. Patologie depressive, assai spesso. Non sempre, però. Ma come risponde il magistero religioso a questa richiesta di soccorso? Cosa fa un prete se una persona in evidente difficoltà - oppure i suoi diretti congiunti, allarmati da un comportamento anomalo, insano, inspiegabile - invoca la liberazione da un incubo che chiama demone? «Non possiamo certo abbandonarli a loro stessi», commenta il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo a margine del tradizionale incontro con la stampa «perciò ho deciso di affiancare due psichiatri ai cinque esorcisti autorizzati ad operare nella nostra diocesi. Questa materia esige rigore scientifico e serietà assoluti.

Le ripetute sollecitazioni che riceviamo dalla comunità ci inducono a prestare grande attenzione al fenomeno. Come cristiani sappiamo che il diavolo esercita un’influenza reale e attiva, non è una favola inventata per spaventare i bambini. Ma diffidiamo di chi vede presenze diaboliche dappertutto: quasi sempre si tratta di autosuggestioni dolorose, provocate da stati depressivi o isterici. In ogni caso, noi offriamo sostegno medico e un’assistenza pastorale».

Di più, il vescovo non dice. Nel timore - tutt’altro che infondato in verità - che ulteriori accenni alla vicenda suscitino un fracasso mediatico sgradito a chi, silenziosamente, opera in quest’ambito. Perché i primi scettici, in materia diabolica, sono proprio gli esorcisti, sacerdoti di provata esperienza cautissimi nell’ammettere forme di influenza maligna sconosciute alla scienza ufficiale. Ancor più recalcitranti, poi, a certificare come satanisti i ladruncoli di ostie e paramenti sacri, oppure i cultori di sgangherate messe nere sui Colli
Euganei: «Paccottiglia, bravate da quattro soldi», è la diagnosi «queste persone non sanno nulla di Satana, rubano una particola per provare l’emozione della trasgressione e ripetono formulette scopiazzate da chissà dove. Più che di un esorcismo, avrebbero bisogno di imparare a stare al mondo».

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