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Schiacciato dalla crisi, si spara

Massimo Zanetti, geometra di 43 anni, residente a Conselve, padre di due bambini, si è tolto la vita nel proprio studio a Pozzonovo

POZZONOVO. Si è seduto alla scrivania del proprio ufficio, ha scritto di getto gli ultimi pensieri della sua vita e poi, con altrettanta freddezza, si è sparato un colpo in bocca. Sono stati questi gli ultimi attimi vissuti da Massimo Zanetti, geometra di 43 anni, residente a Conselve.

Il tecnico, sposato e padre di due bambini, due maschietti, si è tolto la vita nel proprio studio di Pozzonovo, affidando a quelle poche righe vergate in preda alla disperazione la giustificazione del suo tragico gesto. Massimo Zanetti viveva a Conselve (Padova), in via Vittorio Emanuele II 41/a, assieme alla moglie e ai suoi due amati piccoli. Da anni esercitava la professione di geometra a Pozzonovo, il suo studio si trova proprio in centro. In via Dante 15. E’ proprio qui che, come ogni giorno, Massimo Zanetti si è recato ieri pomeriggio.

E’ arrivato poco dopo la pausa pranzo, ma questa volta ad aspettarlo non c’era alcuna pratica e nessuna incombenza. Solo un’idea: farla finita. Il tecnico ha quindi preso carta e penna e d’impeto ha scritto una lettera, indirizzata ai propri genitori. Ha quindi impugnato una pistola regolarmente detenuta, un semiautomatica Tanfoglio 9x21, si è puntato la canna dell’arma in bocca e ha premuto il grilletto. L’uomo è morto sul colpo. Il boato dello sparo ha ovviamente allertato i residenti della via, che hanno subito chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. I primi ad entrare nell’ufficio del geometra sono stati i carabinieri di Monselice, seguiti da quelli di Tribano. La salma di Zanetti poco dopo le 18 ed è stata portata fuori dallo studio e trasportata nel dipartimento di Medicina Legale dell’ospedale di Padova, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La lettera scritta dal professionista prima del suicidio lascia trasparire una lucidità disarmante: il geometra si rivolge ai genitori, come già detto, cercando di motivare la sua scelta estrema. Tira in ballo alcuni dispiaceri patiti negli ultimi mesi nell’ambito del lavoro: operazioni sbagliate. Che, nella spirale creata dalla crisi, hanno provocato conseguenze gravi. Macigni insopportabili dentro. Specie per uno come lui, da sempre abituato ad affrontare con sicurezza problemi di ogni genere. E, in genere, a risolverli. Tra le righe l’uomo ha chiesto più volte scusa per quello che stava per fare. Accorato il suo appello ai genitori di stare vicini alla moglie e ai due bambini. Ai carabinieri, gli amici di Zanetti hanno raccontato che da tempo l’uomo era piuttosto debole, fisicamente e psicologicamente, tanto da averlo indotto a rivolgersi a un medico. Mai, però, si sarebbe pensato ad un simile epilogo: il geometra è noto per essere un tipo combattivo e determinato, pronto a sacrifici e difficilmente scoraggiabile.

Ieri pomeriggio la piazzetta
che dà su via Dante era colma di persone: «Non ho sentito nulla - racconta una donna che abita al civico 13, a fianco dell’ufficio -. Mi sono accorta dell’accaduto solo dopo aver sentito le sirene. Conoscevo poco Massimo, ma era sempre molto cordiale». Tesi confermata da tutti a Pozzonovo.

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