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Buoni pasto, Piron contro l'imprenditrice
«Ognuno farebbe bene a guardare in casa propria»

Un’imprenditrice marchigiana

ha pagato il debito di Giorgia Z., la mamma di due bimbi lasciati fuori dall’asilo perché privi di buoni pasto, dopo aver letto la notizia del «mattino di Padova». Polemica con l’assessore alle Politiche scolastiche Claudio Piron, che afferma: «Ognuno farebbe bene a guardare in casa propria»
Un’imprenditrice marchigiana ha pagato il debito di Giorgia Z., la mamma di due bimbi lasciati fuori dall’asilo perché senza buoni pasto. Ma è polemica con l’assessore alle politiche scolastiche Claudio Piron. Fiorella Faggiolati, procuratore dell’azienda di famiglia Faggiolati Pumps spa di Sforzacosta di Macerata (elettropompe sommergibili) ha saldato i 460 euro.

Quando ha letto la notizia, anticipata dal Mattino, ha telefonato ai servizi scolastici e inviato per conto corrente postale la somma richiesta. «Mi hanno assicurato che i bambini sarebbero stati reintegrati a mensa il giorno stesso - ha spiegato - Non so chi siano quei bimbi e non mi sento di condividere le scelte della loro madre, separata dal marito e mi pare con un terzo figlio nato da un’altra relazione, ma lo stato, la scuola non possono permettere che dei bambini paghino per gli errori o le difficoltà dei genitori. Cacciarli dalla mensa è una forma di violenza, esattamente come una violenza fisica». L’imprenditrice, 45 anni, una figlia, spiega di aver agito d’impulso, d’intesa con il marito Giovanni, titolare dell’azienda che ha 15 milioni di fatturato e 120 dipendenti.

Pronta la risposta dell’assessore Claudio Piron: «Ognuno farebbe bene a guardare a casa propria. Anche perché non c’era nessun diritto negato. Ma solo della necessità che la donna dimostri, carte alla mano, le sue particolari condizioni familiari». Anche perché «ogni stato di disagio deve essere documentato», sottolinea l’assessore. «Invece la signora in questione ci ha fatto avere la domanda solo dopo aver protestato sui giornali». Piron non perde l’occasione per attaccare la giunta Destro: «Con loro la quota di compartecipazione delle famiglie era del 47%, adesso è scesa al 38%».

Ma l’imprenditrice marchigiana risponde piccata. «Io non faccio politica, e non entro nel merito delle scelte amministrative del Comune, ma dico che non devono coinvolgere la salute e la serenità di un bambino - ha spiegato Fiorella Faggiolati - Le parole dell’assessore mi hanno offesa. Avrei fatto la stessa cosa se quei bambini fossero stati marchigiani o siciliani, e credo di essere libera di dire quello che penso. E poi se davvero il Comune non voleva aiuti, perché quando ho telefonato ai servizi scolastici non mi hanno risposto “non si preoccupi signora, ci pensiamo noi”. E invece hanno accettato subito il mio bonifico».

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