Menu

"Ciao Ale, resto io vicino alla mamma"
In mille per l’angelo di Curtarolo

«Monica, non ti abbandonerò mai, ti starò sempre accanto,

vicino al tuo dolore». Gianni Bellato si rivolge così alla moglie che, in un raptus, ha ucciso il loro figlio Alessandro di due anni. «Non ci eravamo accorti che Monica chiedeva aiuto», dice il parroco don Daniele. Mille fedeli hanno voluto dare l’ultimo saluto al piccolo «angelo» di Curtarolo
CURTAROLO. «Monica non ti abbandonerò mai, ti starò sempre accanto. Vicino al tuo dolore. Che è tuo, ma anche mio, nostro». Sono le parole che Gianni Bellato rivolge alla moglie che, in preda a un raptus, ha ucciso a coltellate il loro figlio Alessandro, di neppure 3 anni. E’ un messaggio di perdono e di comprensione verso una moglie e una madre assassina. Il papà scrive il suo ricordo che dall’altare viene letto dal parroco al termine di una cerimonia funebre straziante. Un migliaio i fedeli che hanno voluto dare l’ultimo saluto al piccolo angelo di Curtarolo, ucciso in una sera di follia. Molti sono rimasti all’esterno della piccola chiesa di Pieve.

«Quando sentiamo che accadono tragedie come questa - ha detto don Daniele all’inizio della cerimonia - tutto ci scivola addosso. Ma questa volta no, la morte di Alessandro è avvenuta qui. Nel nostro paese. Perché? Perché non ci siamo accorti prima che una persona ci chiedeva aiuto? Ora non ci resta che il silenzio. Un silenzio che ci deve far riflettere su dove stiamo andando. Ripartiamo tutti con umiltà e mettiamo al centro della società la persona. Riappropriamoci della nostra vita, smettiamola di fare cose che non sono importanti. Tra qualche giorno - ha proseguito il parroco - le luci della ribalta si spegneranno e cosa ci rimarrà? Un angioletto in cielo, sempre in movimento, che corre dietro a un pallone nel prato celeste. Rimangono Gianni e la figlia, e rimane Monica. Il suo cuore ha cessato di battere in un grande corto circuito. Ora lei ha bisogno di comprensione».

Don Daniele ha auspicato che, assieme ai nonni, la famiglia si allarghi. E che si riparta tutti assieme. Papà Gianni durante tutto il funerale è rimasto composto nel suo dolore, fissando quella piccola bara bianca che era lì a un metro. Il ricordo di Ale, della sorellina che cresce e ha bisogno di lui. Monica che deve riprendersi, saldare il conto con la giustizia e tornare a guidare la famiglia come ha sempre fatto. Troppi i pensieri che assalgono Gianni, che però ha già perdonato la moglie. Un primo traguardo. Importante.

«Ricordo Alessandro che corre per i prati - scrive il papà - lo ricordo mentre cantiamo assieme le canzoni dei Nomadi. Mentre recita le preghiere, mentre passavamo in auto davanti al capitello e diceva “Ciao Madonnina, proteggi la nostra famiglia”. Desidero rivolgermi a chi ha figli. State loro vicini, combattiamo il male. Facciamoci aiutare. Aiutiamoci. Solo così riusciremo a vivere le cose che hanno senso davvero. Tutti siamo un po’ ammalati, ci lasciamo andare a cose che portano a una gioia falsa. Rispondiamo ai mille perché dei nostri figli. Saremo ripagati. Diciamo basta alle frenesie della vita». Parole che hanno commosso. Che fanno pensare che Gianni sia pronto a vivere la stagione più difficile della sua vita.

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro