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La tragedia di Curtarolo
Monica ancora in ospedale

La donna che ha ucciso il figlio di due anni e mezzo si trova ancora in ospedale, curata e sotto sorveglianza. Il funerale del bambino sabato nella chiesa parrocchiale di Pieve

CURTAROLO. Domani, l’addio ad Alessandro Bellato. Oggi, domani, per anni: la vita e il dramma di Monica Cabrele, la mamma che ha ucciso il suo cucciolo. Sabato sera, il delitto. Mercoledì il gip ha convalidato alla mamma di Pieve il fermo per omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela, applicando un’ordinanza di custodia cautelare in psichiatria.

Monica è in ospedale, piantonata e sotto stretta sorveglianza. Viene curata. Lucia Tedeschi, la legale nominata dai familiari, ripercorre la settimana: «Sono stati giorni concitati. Oggi pomeriggio dovrei passare da Monica, la mia visita dipende dalle sue condizioni di salute. Sto attendendo che il pubblico ministero nomini lo psichiatra che accerterà lo stato mentale di Monica: è un passo obbligato rispetto a quello che è successo, il pm intende raccogliere più materiale possibile».

Qual è l’atteggiamento di Monica? «Non è ancora nella condizione di sostenere un colloquio, i medici la stanno sottoponendo a un trattamento farmacologico antidepressivo, dovranno valutare la terapia più adeguata. Sicuramente, a causa dei medicinali, il contatto con la realtà è filtrato, la terapia è in corso». Ma il cuore di mamma batte, il suo latte chiede di essere donato: «In questi giorni ha chiesto della sua piccola di tre mesi, vorrebbe vederla». Gianni Bellato, il marito, trascorre questi giorni nella casa dei genitori, a Busiago, con la secondogenita. «Gianni - continua Tedeschi - si sta aggiornando sulle condizioni di Monica, preoccupandosi di andare incontro a tutti i suoi bisogni essenziali; nonostante il dramma, è un marito presente». Monica ha trascorso il pomeriggio che ha preceduto l’orrore cucinando dei biscotti, che Alessandro avrebbe rovesciato sul pavimento, in un momento di gioco.

«Questa ricostruzione - osserva l’avvocato - non ha alcun appiglio con la realtà. L’unica cosa certa è che mamma e bambino si trovassero insieme, in cucina, e che tutto sia scaturito da un disagio mentale». Biscotti a terra, piatti rotti? «Assolutamente no. Non mi risultano cocci sul pavimento della cucina. La scena sicuramente non è delle più ordinate, ma possiamo dire con una buona certezza che non ci sia stato qualcosa di scatenante che abbia portato la mamma a compiere quel gesto. Il raptus è scattato. Punto».

Il quadro in mano agli investigatori è chiaro, tra 90 giorni l’esperto della procura trasmetterà la sua relazione all’autorità giudiziaria. Intanto, oggi, Alessandro, torna tra i suoi cari. Domani, alle 15, l’ultimo saluto. E Curtarolo si fermerà; il sindaco, Marcello Costa, ha proclamato il lutto cittadino: silenzio, bandiere a mezz’asta e serrande abbassate.

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