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La pandemia del virus H1N1 in provincia di Padova

Influenza A, terza morte
Monica era ammalata da una settimana

La donna era affetta da una grave forma di obesità che i medici avevano cercato di battere anche con interventi chirurgici. Il fratello: «Una persona meravigliosa»

Il suo organismo, già fiaccato da una gravissima forma di obesità cui aveva tentato di opporsi sottoponendosi anche ad un intervento di bendaggio gastrico, non ha retto all’attacco del virus della nuova influenza. A Monica Vania, padovana di 36 anni, si erano riaperte le porte dell’azienda ospedaliera qualche settimana fa a causa di una complicazione post operatoria. Ed a peggiorare ulteriormente un quadro clinico già molto impegnativo - la donna soffriva di dismetabolismo ed era asmatica- è sopraggiunto il virus A/H1N1. Monica Vania, che abitava a Mortise, al civico 3 di via Cantele, è morta due giorni fa su di un letto della Rianimazione dell’azienda ospedaliera, nell’Istar 2 diretta da Carlo Ori. E’ la terza vittima padovana dell’influenza A.

TERZA VITTIMA.
«Monica aveva forza per tutti noi: ha sempre lottato, finanche contro il virus». Mauro Vania, il fratello maggiore di Monica, non si dà pace. Dietro il ricovero di domenica mattina per il virus dell’influenza c’è una lunga storia clinica fatta di interventi, il primo bendaggio gastrico a soli 19 anni, diete e regimi alimentari in centri specializzati per combattere l’obesità. «Gli ultimi due anni sono stati i peggiori - racconta Mauro - Non usciva più di casa ed era arrivata a pesare 230 chili. Quindi la scelta inevitabile di ricorrere alla chirurgia. Ci siamo rivolti al professore De Bernardinis di Bologna. L’intervento ha trasformato il corpo di Monica: quei 95 chili raggiunti con grande fatica dovevano essere il punto di partenza per una nuova vita. Invece si sono presentate subito delle complicazioni e da Bologna siamo stati abbandonati». Quindi le corse all’ospedale di Padova, fino all’ultima, senza scampo, di domenica scorsa. «Nemmeno i suoi 36 anni le hanno permesso di vincere il virus - racconta tra le lacrime Mauro - né la grande professionalità ed umanità della clinica universitaria. Ringraziamo di cuore il dottore Luca Busetto e tutta la sua equipe». «Con la sua allegria e la sua simpatia sapeva convincere chiunque - aggiunge la sorella Mirarosa - Dopo un’ora che era ricoverata, magari sofferente, conosceva già tutti nel corridoio». La giovane lascia la mamma Antonia e i fratelli Mauro, Massimo e Mirarosa (i funerali saranno celebrati nella chiesa della Madonna della Salute sabato alle 10.30».

NESSUN ALLARME. Nel frattempo la Regione continua a ribadire che «Non c’è alcun allarme. Si tratta di decessi dovuti ad una lunga lista di patologie già in corso, di cui la nuova influenza era solo l’ultima voce». Sul fronte ricoveri invece l’azienda ospedaliera registra una continua contrazione delle cifre: ieri alle 13 erano 27. Sono tre i pazienti, due adulti ed un bambino, che hanno ancora bisogno di cure intensive.

«La paziente - spiega, invece, Adriano Cestrone, direttore generale dell’azienda ospedaliera padovana - presentava un quadro molto complesso: era affetta da una serie di patologie gravi, sulle quali è andata ad instaurarsi anche l’influenza».

I RICOVERI.
Lo stesso Cestrone, pur addolorato per la perdita della paziente, osserva che il trend dei ricoveri è in continua diminuzione. Forse la prima curva della nuova influenza è al giro di boa: potrebbe avere inizio la parabola discendente. Un secondo picco è previsto a metà febbraio, quando, a peggiorare il quadro, ci sarà in circolazione anche l’australiana, l’influenza stagionale. Ieri nel reparto di Malattie infettive e tropicali diretto da Roberto Rinaldi erano ricoverati 18 pazienti, nessuno in gravi condizioni. Due invece sono le persone assistite in Rianimazione: affette già da altre patologie, sono state colpite da polmonite interstiziale, la rara complicazione che la nuova influenza può portare con sé. Sette i bambini ricoverati nel dipartimento di Pediatria: cinque in reparto, due in terapia intensiva.

IL PUNTO.
Monica Vania, padovana di 36 anni, Luigi Vettorato, 59 anni di Albignasego, Alessia Voltan, 3 anni di Bovolenta: sono le vittime dell’influenza A della città del Santo. L’assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri invita a non allarmarsi. Gravi perdite, ma che non devono essere esclusivamente ascritte al nuovo virus: «Soffrivano già di altre gravi patologie». «L’andamento della malattia nella nostra regione - afferma Sandri - è quello che era stato previsto, così come erano previsti purtroppo anche alcuni
decessi, che peraltro si verificano sempre anche in occasione dell’influenza stagionale. Ancora una volta rivolgo a tutti i cittadini la raccomandazione a non allarmarsi e ad aderire alla campagna di vaccinazione. Un appello, quello a vaccinarsi, che rivolgo prima di tutto agli operatori sanitari».

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