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UN DISASTRO ANNUNCIATO

Cede la statale, isolata la Bassa

Cantiere sul canale Battaglia, crolla un muro di 50 metri. Strage scampata

BATTAGLIA. Tanto tuonò che cadde. Dopo sei mesi di lavori, una denuncia formale alle forze dell’ordine e una ridda di polemiche giunta fino agli uffici della Regione Veneto, l’incidente sul cantiere del canale Battaglia c’è stato. E’ crollato il muro di contenimento per un tratto lungo circa una cinquantina di metri e alto due metri e mezzo: un’enorme parete sbriciolata sull’alveo (ora secco) del canale che scorre tra la Bassa padovana e la città di Padova. I danni sono ingenti, i disagi incalcolabili. Perché subito dopo il tonfo è stata chiusa la circolazione sulla statale Adriatica, immediatamente adiacente alla parete collassata. Ne risentiranno tutti: gli automobilisti, gli autobus della Sita, i cittadini di Battaglia Terme. Che ora si sentono violentati da un progetto che non è mai piaciuto.

IL CROLLO. Sono le 12.15 e gli operai della ditta Biasuzzi di Treviso, che ha vinto l’appalto del Genio civile per la «ristrutturazione conservativa» del canale Battaglia, sono in pausa pranzo. Improvvisamente sentono un boato, che spaventa anche tutti gli abitanti della zona. E’ crollato un tratto di muro di contenimento, ad appena un metro e mezzo di distanza dalla statale Adriatica. I detriti si adagiano sull’alveo del canale, ma dopo pochi istanti sul manto stradale si apre uno squarcio largo un centimetro e lungo cinque o sei metri. A quel punto scatta l’allarme a tutti i livelli. Del crollo è stato informato anche il pubblico ministero di turno, Roberto d’Angelo, che potrebbe decidere di approfondire tutti i risvolti della vicenda.

STRAGE SCAMPATA.
«Poteva essere una strage, una catastrofe», ripete ansimando l’ex sindaco del paese, Velia Bevilacqua, mentre si affretta a raggiungere il municipio. E non ha tutti i torti. Perché fino a dieci minuti prima gli operai avevano lavorato proprio sotto quella cinta, cercando di togliere il fango per poter successivamente procedere con la gettata di cemento. E’ lo stesso lavoro portato avanti in tutti questi mesi nella sponda dalla parte opposta. Ma stavolta qualcosa è andato storto.

LE CAUSE.
La caccia al colpevole si è già aperta. Ormai da mesi l’ansa del canale è secca. C’è chi dice sia proprio questa la causa. L’acqua è stata tolta per procedere alla cementificazione del letto e renderlo così impermeabile. Ma era proprio l’acqua a dare stabilità a quel muro eretto da oltre un secolo. Poi c’è il traffico veicolare lungo la statale, sempre intenso e soggetto al passaggio di trasporti eccezionali. Infine, tra le cause, viene inserito pure il progetto del Genio civile, criticato a più riprese dai consiglieri comunali di minoranza (centrosinistra) e ora scaricato pure dalla giunta che amministra (centrodestra).

TRAFFICO IN TILT.
Verso le 12.30 la statale è stata chiusa. Sono state imposte le deviazioni sull’autostrada A13, sia a Monselice, che all’altezza del casello di Terme Euganee. Nel giro di un’ora dunque il traffico si è notevolmente intensificato sulla Sp 92 Conselvana e ovviamente in autostrada. Ritardi anche per gli autobus Sita in viaggio tra Padova e la Bassa. Sono già state decise le deviazioni per i prossimi giorni, che ovviamente causeranno nuovi ritardi e disagi per tutti i pendolari. Da oggi, salvo variazioni, dovrebbe entrare in vigore il senso unico alternato per evitare di gravare ulteriormente sul tratto di strada ceduto.

VIGILI DEL FUOCO.
Ovviamente è stato richiesto anche l’intervento dei vigili del fuoco, che si sono presentati a Battaglia con il funzionario Nicola Pulze. «Abbiamo chiuso la falla che si era creata nella parte sottostante la statale - rivela il funzionario - inoltre è stata eseguita la verifica negli edifici adiacenti. C’erano lesioni molto vecchie e non sembrano essere state causate da quest’ultimo crollo. Poi abbiamo assistito l’impresa nella messa in sicurezza. E’ stato creato un terrapieno con ghiaia, per evitare altre frane. Per quel che riguarda le cause, tutti gli atti dovranno essere valutati dagli enti di competenza. Di certo è venuta a mancare la spinta idrostatica dell’acqua. Il pomeriggio è terminato con una riunione operativa per valutare gli aspetti specifici».

IL GEOLOGO.
Sul luogo del crollo è stato chiamato anche il professor Francesco Colleselli, docente di geotecnica all’università di Brescia e consulente del Genio civile. «Quando il muro è stato scoperto dal fango, si sono resi conto che mancavano le fondazioni. Quel poco che c’era, era tutto marcio e poggiava sul fango. Il muro è problematico in tutto il tratto, perché già in epoche passate ha subito molti interventi. Poi ci è stato detto che circa mezzora prima è transitato un carico speciale. E questo certamente non può che aver peggiorato una situazione già precaria. Ora dovranno essere eseguiti dei saggi geologici, prima di riprendere con i lavori».

LA POLEMICA.
Mentre le ruspe tentano di arginare il danno,
in municipio infuria la polemica. Il sindaco Daniele Donà scarica sul Genio civile e richiama la responsabilità del dirigente Tiziano Piano su quanto successo nel cantiere del canale Battaglia. Dal canto suo Pinato si difende sottolineando che quello era un evento per certi versi imprevedibile.

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