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L'ADDIO A PADRE HEKIC

Settemila devoti rendono omaggio al 'frate dei miracoli'

Terminano oggi le visite alla salma

SACCOLONGO. Non si ferma l’afflusso di fedeli (ormai oltre 7.000) verso la salma di Padre Daniele Hekic, il «frate dei miracoli», scomparso sabato sera all’età di 83 anni. E c’è da giurarci che le code interminabili di devoti possano continuare anche oggi.

Visto che è l’ultimo giorno di visita alla camera ardente allestita all’interno del convento Sacro Cuore (gli orari sono 8-12 e 15-19). Domani alle 16 il funerale sul sagrato della chiesa parrocchiale (diretta tv su Telechiara).

I fedeli.
Anche ieri chiesa presa d’assalto dai fedeli. La celebrazione della messa, presieduta da Padre Barnaba, fratello di Daniele, ha fatto registrare numeri record. Fra Camillo, Padre guardiano della comunità Sacro Cuore, sottolinea quanto questo clima sia davvero soprannaturale: «E’ davvero bello ammirare come la gente, le istituzioni, le aziende, insomma tutti si siano uniti attorno alla figura di Padre Daniele - analizza - E’ come se si fosse una famiglia sola».

Il funerale.
Sale l’attesa per l’atto funebre, in programma domani. La celebrazione avverrà all’aperto e il palco verrà posto davanti al sagrato. Via Pio XII verrà chiusa al traffico, così come tutta la zona vicina alla chiesa, dalle 9 del mattino. Proprio lungo via Pio XII saranno poste sedia e panche (circa mille) per accogliere i fedeli. Ci saranno poi transenne e con ogni probabilità un maxischermo. La viabilità sarà completamente rivoluzionata. Il traffico ordinario sarà deviato su via Perarolo, via Montecchia e via Selve. Mentre l’accesso sarà vietato dalle 14 dalla zona che va dalla rotonda della parte ovest vicino a via Selve fino alla rotatoria della zona est di via Perarolo. Per risolvere il problema parcheggi l’amministrazione ha chiesto disponibilità di terreni ad alcuni enti pubblici e ad alcune famiglie. In allerta Polizia municipale, carabinieri, polizia e Protezione civile.

La benedizione di Papa Giovanni II. Nella giornata di ieri sono arrivati al convento anche alcuni parenti di Padre Daniele: le nipoti Maria e Maria e il pronipote Daniel. Presente anche padre Krzysztof, parroco di San Pietro in Selva, paese natale di Daniele. Struggente il ricordo delle nipoti: «Ce lo ricordiamo sempre con il sorriso - raccontano insieme - Diffondeva sempre gioia intorno a sé. Aveva una buona parola per tutti». Collegare Daniele ad una figura come Giovanni Paolo II potrebbe essere possibile? La risposta la fornisce il parroco polacco padre Krzysztof: «Entrambi danno grande testimonianza di Dio - assicura - Per il suo cinquantesimo Giovanni Paolo II gli mandò una benedizione firmata direttamente da lui, cosa che non accadeva mai. O comunque molto raramente».

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