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Un continuo pellegrinaggio di fedeli

Oltre cinquemila persone hanno già reso omaggio al «frate dei miracoli»

Continua imponente il pellegrinaggio di fedeli (ormai oltre cinquemila) alla salma di padre Daniele Hekic, composta in una camera ardente allestita all’interno del convento dei Frati Minori Sacro Cuore. Anche oggi sarà aperta dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 19.

Il funerale del frate sarà celebrato venerdì alle 16 nel sagrato della chiesa di Saccolongo e sarà presieduto dal vescovo Antonio Mattiazzo.

Code infinite.
Dalle 8 alle 19, è stato anche ieri un continuo formarsi di code di devoti, p ...

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Continua imponente il pellegrinaggio di fedeli (ormai oltre cinquemila) alla salma di padre Daniele Hekic, composta in una camera ardente allestita all’interno del convento dei Frati Minori Sacro Cuore. Anche oggi sarà aperta dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 19.

Il funerale del frate sarà celebrato venerdì alle 16 nel sagrato della chiesa di Saccolongo e sarà presieduto dal vescovo Antonio Mattiazzo.

Code infinite.
Dalle 8 alle 19, è stato anche ieri un continuo formarsi di code di devoti, pronti a rendere omaggio a padre Daniele Hekic, il «frate dei miracoli», scomparso sabato a 83 anni dopo una lunga e dolorosa malattia (era affetto da sclerosi multipla), che nel tempo l’ha piano piano spento. I numerosi prodigi da lui invocati negli anni l’hanno fatto già un’icona tra la popolazione italiana, ma non solo. I fedeli ieri hanno affollato per il terzo giorno di fila la chiesa e le sue celebrazioni (messa e rosario). L’affetto intorno a padre Daniele è davvero grande. Lo testimoniano i registri di firme e di messaggi che si riempiono a velocità impressionante. Le file sono composte e rispettose, regolate comunque da carabinieri e Anc Nucleo cinofilo di Mestrino.

Le testimonianze.
Da Verona, Napoli, persino da Lecce. In attesa del popolo «di casa» di padre Daniele, in arrivo nelle prossime ore dalla Croazia, sua terra natale, sono i fedeli italiani a volerlo vedere per l’ultima volta. Con il cuore gonfio di dolore sono in tanti a ringraziarlo e testimoniare per quanto fatto. Salvatore Palmieri, originario della Campania, lo ricorda così: «Vengo da padre Daniele dal ’78. Ho ricevuto tanto da lui. Mi ha dato conforto quando persi una persona cara e mi ha fatto arrivare sano e salvo a Medjugorie, dopo un viaggio a dir poco avventuroso. E’ stato una guida, un punto di riferimento. Dal Paradiso continuerà a diffondere la sua grazia». Si considera miracolato Antero Trivella di Torri di Quartesolo: «Ho avuto delle grazie da lui. Sono venuto qui prima di un’operazione ai polmoni per un tumore. Lui aprendomi gli occhi aveva fatto intendere che sarebbe andato tutto bene. Poi mi ha aiutato anche in un intervento al cuore. Mi ha aiutato tanto, mi lascia la sua pace, e lo ringrazierò sempre per quello che ha fatto. Mi sorprende però vedere un flusso così continuo di gente». Matilde Zarantonello arriva da Belfiore (Verona): «E’ stato un grande uomo - sentenzia - Vedere una persona così umile che unisce e richiama così tanta gente fa sensazione. Eppure non è mai stato pubblicizzato in tivù». Fernando da Lecce sottolinea l’importanza del frate: «Ha tanta santità. Ora verremo tutti i giorni, fino al funerale». C’è chi padre Daniele l’ha conosciuto di recente: «Sono stata attratta ad agosto - racconta Barbara Fallica di Abano - Non sono venuta a chiedere delle grazie, ma a pregare per lui». «L’avevo conosciuto ancora quando parlava - dice Adriano Ponchio, del paese - Non venivo più nell’ultimo periodo, ma ora sono qui a rendergli omaggio».