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Scaccia l’infermiera perché è nera

Paziente al Centro Ustioni: non voglio che mi tocchi

In poco tempo ha scatenato il panico in reparto, con urla, improperi e un monitor del computer scaraventato a terra. Non contento, ha cominciato a togliersi tutte le medicazioni. «Non voglio che i negri mi tocchino. Tutti a casa. Bossi ha ragione». Livio Strumendo, 56 anni, di Portogruaro, ha aggredito così un’infermiera di colore.

E’ successo venerdì notte al Centro Ustioni, al quinto piano del policlinico. Livio Strumendo, impresario edile, è ricoverato in reparto da oltre una decina di giorni, da quando ha avuto un incidente con la guaina di una bombola. Il cinquantaseienne veneziano ha gravissime ustioni su braccia, gambe, volto e anche in testa. Non è in pericolo di vita ma la prognosi resta comunque riservata. Venerdì, verso mezzanotte, si presenta nella camera in cui è ricoverato Isabel, una infermiera di origine congolese, quarantenne, da anni impiegata all’interno del Centro Ustioni. E subito esplode il putiferio.

SCATTO D’IRA.
Anche se dolorante Livio Strumendo riesce ad alzarsi dal letto, invitando l’infermiera di colore ad uscire dalla sua stanza. La donna cerca di convincerlo a stare calmo, ma a quel punto la situazione precipita. «Non voglio farmi toccare dai negri. Dovete andare tutti a casa vostra. Bossi ha ragione». Agitandosi da una parte all’altra ripete il ritornello fino allo sfinimento. La straniera capisce che forse è il caso di allontanarsi, ma oramai il paziente è completamente accecato dall’ira. Esce dalla sua stanza, si avvicina alla reception e scaraventa sul pavimento il monitor di un computer. A quel punto i dipendenti decidono di chiedere aiuto. Un agente del posto di polizia dell’ospedale accorre al quinto piano e si trova dinanzi l’uomo furioso. Che ripetendo sempre le stesse frasi razziste inizia a togliersi le bende in segno di protesta. Alla fine, per immobilizzargli braccia e gambe, vengono usate delle lenzuola come una camicia di forza.

IMBARAZZO.
Sconforto e imbarazzo per la dipendente dell’azienda ospedaliera, che anche secondo i colleghi ha sempre svolto il suo lavoro con impegno e onestà. Tra l’altro quella di Isabel è la storia di una straniera che ce l’ha fatta. Perché ha cominciato a lavorare al policlinico di Padova come addetta alle pulizie all’interno di una cooperativa. Poi è riuscita a farsi riconoscere i titoli di studio conseguiti e grazie ad un brillante concorso si è guadagnata un posto di lavoro come infermiera. La storia di una ragazza per bene, che tutti in reparto adorano.

PAZIENTE SEDATO.
L’impresario di Portogruaro è stato sedato e allo stato attuale non esistono denunce nei suoi confronti. Probabilmente prevarrà la linea della comprensione, nei confronti del paziente alle prese con le gravi ferite. Quanto successo al quinto piano del policlinico però è stato inserito nei rapporti della polizia dell’ospedale, da sempre impegnata per assicurare l’ordine tra i reparti. Non è escluso che per un caso simile decidano di muoversi anche gli stessi rappresentanti sindacali, nel tentativo di ridare dignità ad una dipendente la cui unica colpa è aver svolto il proprio lavoro in modo corretto. Il marito di Isabel, anch’egli di origini africane, lavora da anni alla reception dell’hotel Plaza di corso Milano. «Mia moglie ha fatto la notte e stamattina quando sono partito per venire al lavoro era ancora a letto - ha risposto l’uomo ieri pomeriggio - Quindi io non so ancora cosa sia successo in ospedale». Storie di immigrati, lavoratori, contribuenti. Insomma, cittadini padovani al cento per cento.

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