La Mussolini diffida, la Fandango si adegua: il film romeno bloccato al Giorgione. I Verdi: attacco alla libera espressione
Paura di Flavio Tosi sindaco di Verona e di Alessandra Mussolini? Fatto sta che Francesca, il film del romeno Bobby Paunescu non è stato proiettato ieri pomeriggio al cinema Giorgione di Venezia, com'era invece in programma. La decisione, improvvisa e inattesa, pare venire dalla casa di distribuzione, la Fandango.
«Sindaco di Verona di merda» e «la Mussolini, una troia che vuole ammazzare tutti i romeni» sono state le due frasi che, giusto all'attacco del film, hanno fatto andare su tutte le furie i due interessati. L'onorevole Mussolini aveva annunciato non solo querele, ma anche un'azione di sequestro. Tosi, da parte sua, smentendo che i romeni a Verona siano discriminati, aveva deciso di querelare il regista. E ieri pomeriggio la diffida di Alessandra Mussolini è arrivata sul tavolo del patron della Fandango, Domenico Procacci. L'onorevole chiede di non distribuire il film o, in alternativa, di togliere la frase offensiva. Procacci intende, per quanto possibile, «difendere l'integrità dell'opera».
Ma intanto, fa sapere il Comune di Venezia, i responsabili del Circuito Cinema Comunali hanno deciso di sospendere la proiezione del film, «in presenza di specifica azione legale di parte e su richiesta della Fandango». «Un brutto segnale dei tempi che stiamo vivendo»: è la reazione di Beppe Caccia, capogruppo dei Verdi Città Nuova in consiglio comunale a Venezia, che parla di attacco alla libertà di espressione e di censura. Gli spettatori delusi avevano in animo di protestare già ieri sera in campo San Polo. Il sindaco Tosi, da parte sua, non fa una piega: «La sospensione mi lascia del tutto indifferente, la mia azione legale continua perchè è diretta contro le dichiarazioni pubbliche di Paunescu. Le frasi forti? Inserite solo per far notare il film ai media».
06 settembre 2009