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la crisi nella scuola

Supplenti, la carica degli invisibili

Si parte con 300 cattedre tagliate: il dramma dell'incarico annuale

Scuola: si riparte con 300 insegnanti in meno rispetto all'anno scorso, per i tagli imposti dalla Gelmini e con le classe superaffollate. Almeno 30 ragazzi per aula. Ma il vero dramma resta quello dell'incarico, con i supplenti in fila per attendere le nomina. Un rito che diventa un incubo, soprattutto per chi dopo 15 anni di incarichi annuali dovrà rimanere a casa. Il primo atto dell'annuale Odissea di settembre è andato in scena ieri con oltre mille prof abilitati, convocati dall'Ufficio scolastico provinciale all'Einaudi (area scientifica), Severi (area letteraria) e Scalcerle (lingue straniere), per l'assegnazione delle cattedre a tempo determinato sino a giugno.

ISTITUTO EINAUDI. Ore 10,30: nell'aula magna sono accalcati circa 500 aspiranti. La commissione incarichi, presieduta dalla preside-padrona di casa, Aurora Albina Scala, legge ad alta voce i nomi dei convocati. In sala quasi tutti i precari sano benissimo che solo una parte di loro riceverà l'agognato incarico per tirare avanti un altro anno. La situazione occupazionale, dopo i tagli effettuati dall'accoppiata Tremonti-Gelmini già 5 mesi fa, è tragica. Ad esempio nella graduatoria per insegnare matematica in lista d'attesa ci sono 200 precari, mentre i posti da assegnare sono solo 23. In fondo alla sala c'è anche la neo-consigliera comunale del Pd, Paola Lincetto e Luca Del Gaiso, che, per fortuna, hanno conservato il posto. Anche due ragazzi arrivati dal sud, ossia Luciano Vitale, laureato in Geologia, proveniente da Comiziano di Nola (il paese della famiglia del presidente Giorgio Napolitano) e Vincenza Ciulla, di Agrigento, sono felici perché possono continuare a lavorare a Padova (il primo al Rolando di Piazzola e la seconda al Da Vinci). In mezzo ai candidati alla supplenza annuale ci sono anche i sindacalisti Teresa De Sanctis (Cgil) e Renata Mosca (Gilda). «Molti di loro dovranno tornare casa senza lavoro - sottolineano entrambe -. La situazione è disperata. Gli effetti dei tagli saranno pesantissimi. Ci risulta che sono a rischio anche docenti che lavorano da 20 anni, con famiglia a carico. Per cercare di venire incontro ai bisogni di chi perderà il lavoro, in pieno accordo con i sindacati regionali del settore, stiamo decidendo di mobilitare la categoria già nel primo giorno di scuola. Ossia il 14 settembre. Anche perché con meno insegnanti la qualità dell'offerta si abbasserà drasticamente perché le classi saranno sempre più affollate».

ISTITUTO SEVERI. Ore 11,40: nell'auditorium circa 600 docenti attendono quella fatidica nomina che forse non arriverà. Le singole convocazioni per la scelta delle sedi dell'area letteraria vengono effettuate dalle presidi Blandina Santojanni (Severi), Maria Grazia Rubini (Nievo) e Cristina Pollazzi (Belzoni). Tra le insegnanti a cui è andata già bene c'è anche Roberta Parolo, di Megliadino San Vitale, che insegnerà lettere per il terzo anno consecutivo. «Per me tutto ok, ma per tante mie colleghe, le previsioni sono nere», osserva la docente della Bassa. In attesa
di chiamata c'è anche una ragazza molisana, di Termoli. «L'anno scorso ho lavorato all'istituto comprensivo di Limena - dice Anna Maria Galasso -. Questa volta la nomina è ancora incerta. Purtroppo viviamo in uno strano Paese. Siamo l'unico Stato che risparmia sulla cultura e sulla formazione».

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