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Padova / Era dipendente della Ryanair e aveva 37 anni

Steward si schianta in moto

Gianluigi Meneguzzo è finito con la sua Honda 600 contro una Fiat 500

Tragico incidente stradale l’altra sera in via Marco Polo all’ingresso di Mestrino, dove la strada regionale 11 incrocia via Milano. Nello scontro tra una Fiat 500 e un’Honda 600 Xr ha avuto la peggio il centauro, Gianluigi Meneguzzo, 37 anni, deceduto all’ospedale di Padova a causa delle gravissime ferite riportate. Alla guida dell’utilitaria c’era Francesco Bellotto, padovano, 49 anni residente in via Milano 19 proprio a Mestrino, che ha riportato un trauma al collo: guarirà in 7 giorni. La dinamica dello schianto è ancora al vaglio degli inquirenti. Meneguzzo è il decimo centauro che muore in questa tragica estate.

Mancavano pochi minuti alle 23 quando Meneguzzo, in sella alla sua moto (stava percorrendo Sr 11 da Padova verso Veggiano dove vive la sorella) si è schiantato contro una Fiat 500 che stava arrivando in direzione contraria. L’auto molto probabilmente non aveva ancora iniziato la manovra di svolta a sinistra quando c’è stato l’urto. Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri di Selvazzano i due mezzi si sono scontrati quasi frontalmente. I soccorsi sono stati chiamati da altri automobilisti di passaggio. Meneguzzo è stato trasportato all’ospedale di Padova dove i medici hanno tentato tutto il possibile per salvarlo. L’uomo però ha cessato di vivere circa un’ora dopo: nell’impatto ha riportato la lacerazione dell’aorta e un vasto trauma toracico. Il trentasettenne lavorava come steward nella compagnia aerea Rayanair e risiedeva con la madre a Padova in via Bellarmino 9 a Sant’Osvaldo. Meneguzzo, infatti, era stato assunto dalla compagnia aerea low cost lo scorso inverno, dopo alcuni anni da precario. Laureato in Filosofia, Meneguzzo aveva così preso dimora a Dublino, ma tornava spesso a Padova per trovare la mamma, con cui era cresciuto dopo il divorzio dei genitori e a cui era legato da un rapporto speciale. Doveva trattenersi in città tre giorni. L’altra sera si stava recando dalla sorella, che vive a Veggiano, quando è stato travolto. Ieri mattina nell’appartamento di via Bellarmino, dove Gianluigi era cresciuto, tutta la famiglia si è stretta attorno alla madre, Ombretta Persi: la figlia maggiore Samantha con il marito Mauro Manfrin, i consuoceri Rosy e Giorgio Manfrin, l’amica Donatella e il padre di Gianluigi Diego Meneguzzo, assieme alla moglie Sabine. «Da credente, come mio figlio - è l’esordio della signora Ombretta - cerco di affrontare questa situazione tragica con lo spirito di chi ha fede».

E’ stata una telefonata nel cuore della notte a spezzare sogni e speranze per un figlio che aveva finalmente trovato la sua dimensione. «Gianluigi era felice del suo lavoro che gli permetteva di viaggiare molto - racconta la madre - dopo la laurea, conseguita cinque anni fa, era stato a lungo disoccupato. Ma non si era mai arreso. Grazie a un carattere determinato ed esuberante e ad un aspetto piacevole alla fine aveva trovato questo impiego gratificante». «Era un tipo brillante, con una mente acuta e una dialettica spigliata - rimarca Samantha - di sicuro non passava inosservato, perché era un gran bel ragazzo». Attualmente Gianluigi non aveva una relazione fissa. Molti dei suoi amici più cari, inoltre, si sono trasferiti in altre città. Della sua vita a Padova, la mamma Ombretta ricorda con affetto un periodo in cui suo figlio si era preso cura della nonna inferma. «Gianluigi, che in quel periodo era senza lavoro, mi aiutava ad occuparmi di sua nonna Ersilia - ricorda
- Un compito, quello di prendersi cura degli altri, a cui era umanamente predisposto perché era una persona ricca di valori». Prima di iscriversi all’università Gianluigi Meneguzzo aveva frequentato il Cornaro. In quegli anni era di casa al patronato di Cristo Re, dove sarà celebrato il funerale.

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