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Dà fuoco alle vespe, casa semidistrutta

L’incendio è divampato a causa di un errore umano nell’abitazione della famiglia Rizzo

TORRE. Per eliminare un nido di vespe nell’attigua segheria, hanno bruciato mezza casa. L’antico rimedio utilizzato per sbarazzarsi degli insetti è costato caro alla famiglia Rizzo, che risiede in via Venezian 10 a Torre. La cucina e il bagno della loro casa da ieri sono inagibili.
E sono stati bravi i vigili del fuoco che sono riusciti a tenere a bada le fiamme nonostante il gran caldo. L’incendio è divampato poco dopo le 16 in un locale attiguo all’abitazione, una vecchia segheria adibita a deposito di legname. Alla sera una squadra di pompieri era ancora sul posto per verificare la staticità dell’edificio principale. Due, come detto, i locali inagibili: cucina e bagno che hanno mostrato problemi di staticità oltre che di circuiti elettrici.

La casa di via Venezian è abitata dalla famiglia Rizzo: papà Francesco (75 anni), mamma Rina Boron (73 anni) e i figli Graziano (41), Roberto (41), Paola e Alessandro (37). Quest’ultimo è stato trasportato in pronto soccorso per alcune scottature al volto e alla mano destra.
Il fumo - ieri pomeriggio - per più di un’ora è stato visibile a diversi chilometri di distanza (da Vigonza ma anche dalla Guizza), tanto che la pattuglia dei carabinieri intervenuta sul posto, prima ancora di essere allertata dalla centrale operativa, si è diretta verso l’origine dell’incendio seguendo a vista la colonna di fumo.

Quattro le squadre (e tre i mezzi) dei vigili del fuoco impiegati per domare le fiamme. Una addirittura è stata costretta ad arrivare da Saccolongo, dov’era impegnata nel recupero da un albero di un pappagallino di una famiglia in vacanza: molla tutto, quindi, e corri in via Venezian per tentare di salvare il salvabile, con l’autobotte che alla fine è stata costretta a passare da un’abitazione adiacente perché il vialetto di accesso alla casa dei Rizzo era troppo stretto.
Poco dopo è arrivata anche un’ambulanza per trasportare Alessandro Rizzo in pronto soccorso: dovevano essere medicate alcune bruciature sulle parti di pelle che maglietta e calzoncini gli hanno lascito scoperte. I vicini hanno portato al ragazzo una sedia su cui sedersi a respirare boccate d’ossigeno dopo il gran fumo inalato. Visibilmente arrabbiata la madre per il rischio che ha corso la sua casa. Nel frattempo sono arrivati residenti e amici, a piedi, in bici o in sella ai motorini.

Domate le fiamme è iniziato il conto
dei danni, per fortuna abbastanza contenuti: a parte la legnaia andata in fumo, la casa ha retto, anche se due locali dovranno essere ripristinati. Comunque sia, si tratta di una spesa di qualche migliaio di euro. nei prossimi giorni la famiglia Rizzo dovrà trovare ospitalità per pranzo e cena.

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