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Sportivo di 36 anni di Piombino Dese

Val Vajont, precipita per cento metri
Muore durante un allenamento

Andrea Condotta si preparava a correre  la Granfondo del Monte Bianco

ERTO E CASSO (Pordenone). Si stava preparando per una gara in montagna quando è scivolato percorrendo un sentiero bagnato, in Val Vajont: così è morto sul colpo Andrea Condotta, 36 anni compiuti il 10 agosto, residente a Piombino Dese. L’incidente è accaduto l’altra sera, ma il corpo è stato rinvenuto solo ieri mattina sul greto del torrente dai volontari del Soccorso alpino della Valcellina.

Andrea Condotta da un paio di giorni, in solitaria e munito dell’equipaggiamento necessario, si stava allenando per la «Gran fondo del Monte Bianco», una gara di corsa in montagna che avrebbe dovuto correre a fine mese. Alle 6 di giovedì aveva lasciato l’auto, una Opel station wagon, a Cellino di Claut, da dove aveva imboccato il sentiero di Casera Seron, in Valcellina, prima tappa di un percorso di circa 70 chilometri.

L’altra sera, verso le 18, da Casera Ditta, in Val Mesazzo di Erto e Casso, aveva cominciato la traversata per Casera Feron, dove però non è mai arrivato. A metà sentiero c’è un bivio: Andrea Condotta proprio in quel bivio avrebbe sbagliato direzione e potrebbe quindi essere scivolato, precipitando per un centinaio di metri nella forra del torrente Vajont. Il corpo è stato avvistato verso le 11 di ieri sul greto del torrente dall’elicottero con a bordo gli uomini del Soccorso alpino. Dopo un recupero non privo di difficoltà, la salma è stata portata al cimitero di Cimolais, da dove, nel tardo pomeriggio è stata trasferita a Piombino. L’allarme era stato lanciato dai familiari del giovane, preoccupati per il suo mancato rientro.

La sera precedente, infatti, verso le 18 aveva inviato un sms alla fidanzata, comunicandole che stava per lasciare Casera Ditta per raggiungere Casera Feron. Con una telefonata alla mamma, inoltre, aveva spiegato che avrebbe tardato il rientro: non vedendolo arrivare, i familiari in un primo tempo avevano anche pensato si fosse fermato a dormire fuori. I soccorsi si sono mobilitati ieri alle 8: una decina di volontari hanno sorvolato e battuto tutti i sentieri della Val Vajont, per ultimo quello dove è stato trovato l’atleta, proprio perché lui stesso aveva detto che avrebbe intrapreso, al bivio, l’altro.

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