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La morte del giovane barista in moto a Curtarolo

Le offerte per Ale all’asilo dei nipotini

Lo ha deciso la famiglia per onorare la memoria dell’oste-centauro

CAMPO SAN MARTINO. Mai come in queste sere la chiesa del paese si riempie di giovani. Amici, conoscenti, clienti, gente del posto. Tutti a pregare per Alessandro Meneghello, il barista di 32 anni morto lunedì in moto lungo la Valsugana. «Ale si faceva benvolere da tutti, anche in parrocchia». Tanto che la famiglia ha deciso di devolvere tutte le offerte alla scuola materna locale, frequentata dai nipotini. Ogni sera l’appuntamento con la celebrazione per il giovane è alle 20. Tranne venerdì, quando alle 21 gli verrà dedicato dai ragazzi della parrocchia un musical. Poi l’estremo saluto, sabato alle 9,45: il funerale potrà essere seguito anche dall’esterno, grazie ad amplificatori su sagrato.

Proprio davanti al locale di Alessandro, il Fuori Tema, punto di riferimento per tanti giovani. Ma anche vicino al ristorante del fratello Massimo, Era Ora, che si trova proprio dietro alla chiesa.

Al termine delle esequie, prima che la salma parta per Cadoneghe, dove verrà sepolta, il feretro rimarrà esposto nel piazzale per la benedizione e per l’ultimo saluto agli amici. «Alessandro merita l’affetto di tutti perché ne sapeva dare tanto - conferma il parroco don Alfredo Neri - Si faceva amare da tutti perché era socievole, disponibile e collaborativo. Anche in parrocchia. Era molto credente. Quando poteva partecipava alle celebrazioni, era presente anche alle attività della scuola materna frequentata dai nipotini, i figli di Massimo. Un ragazzo solare, pieno di vita e di energia. Da piccolo aveva fatto il chierichetto e ora che era diventato un sommelier diceva sempre che, dopo tutto il vino che aveva bevuto da bambino, ora me ne avrebbe procurato di buono. Puntualmente mi faceva arrivare dalla Sicilia il vino per le messe. «Quello buono, da intenditore», diceva sempre. Era veramente un ragazzo esplosivo. Mancherà a tutti».

Intanto sul luogo dell’incidente, davanti alla ditta Peruzzo, gli amici hanno posto fiori bianchi in ricordo di Ale, strappato alla vita da «una strada maledetta». Stava venendo da Padova con la moto quando all’improvviso si è scontrato con un camion a targa slovena che dalla parte opposta girava verso l’azienda. E’ praticamente morto sul colpo. Sulla dinamica la famiglia chiede chiarezza. Sembra che testimoni abbiano visto il camion fermo in mezzo alla strada. Secondo la prima
ricostruzione ufficiale, la moto, nel rientrare da un sorpasso, avrebbe trovato il camion che girava e non avrebbe fatto in tempo a evitarlo. In ogni caso resta il dramma, doloroso e fatale, che ha lasciato nella disperazione mamma Gabriella, papà Antonio, i fratelli Massimo, Marianna e Romina.

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